lunedì 11 luglio 2011
De Mari e bimbi rom
Le maestre con i letti (per i rom) in cantina
Aborto, contraccezione, sterminio sistematico del bambino elaborati nell'immaginario collettivo.la realtà dell'orco ultima parte
Le maestre con i letti (per i rom) in cantina
Cristina. È il nome che le torna sulle labbra più volte mentre racconta la sua esperienza di maestra milanese. Flaviana Robbiati ha appena tirato due o tre pugni nello stomaco al pubblico della Settimana Internazionale dei Diritti di Genova. È venuta qui con un’altra maestra milanese, Stefania Faggi. A spiegare perché le è stato impossibile voltarsi dall’altra parte mentre le ruspe distruggevano i campi nomadi dove abitava Cristina. Non voltarsi quando vengono calpestati diritti altrui dà, secondo la tradizione ebraica, diritto a quell’appellativo di “giusti” a cui è dedicata la rassegna genovese. Loro sono venute a rappresentare, con altri insegnanti, i “giusti nella scuola”.
“Lo sa lei che cosa vuol dire uno sgombero? Noi sì, l’abbiamo misurato attraverso i nostri alunni rom del Rubattino. Saranno catapecchie in lamiera, ma ognuna è per loro la propria casetta, capisce? Quando arrivano a tirar giù tutto fanno la conta a quintali della spazzatura. Ma quei rifiuti triturati sono pentole, cartelle, quaderni, giocattoli, guardi qui la foto di questa bambola decapitata. A Milano in tre anni hanno fatto 540 sgomberi. Il vicesindaco De Corato li festeggiava pure. Quando poi il cardinale Tettamanzi chiese di evitare di farli in inverno, di risparmiare la pioggia e la neve e il freddo a quelle creature, il sindaco rispose che la lotta per la legalità non conosceva stagioni. Bella legalità, che ammazza il senso di giustizia. Io dico che negli edifici dove si applica la legge c’è scritto ‘Palazzo di giustizia’, mica ‘Palazzo della legalità’. E di ingiustizie ne abbiamo viste. Sa, noi seguivamo attentamente le vicende del campo. Un mattino seppi che avevano fatto uno sgombero che era ancora buio. Allora spiegai tutto agli altri alunni, chiesi loro di non farlo pesare a Cristina. Cristina arrivò a scuola chiedendo che i compagni non sapessero nulla, con gli occhi bassi, per la vergogna di quel che le era successo. In classe furono bravissimi, perché per fortuna i compagni di scuola e le loro famiglie ci aiutavano molto a creare un clima di amicizia e la invitavano alle feste”.
Ha un viso lungo e scavato, Flaviana, gli occhiali dorati poggiati su un naso magro e impertinente. Stefania ha i capelli scuri, è solo all’apparenza più severa. “Quel giorno”, continuano, “quel 19 novembre, ci arrivarono a scuola alle quattro del pomeriggio tutti i genitori degli alunni rom del distretto, quasi una quarantina ne avevamo. E ci chiesero di aiutarli a dormire. Facemmo subito le telefonate, Sant’Egidio, la Casa della Carità, le parrocchie, e alla fine ne prendemmo qualcuno in casa nostra. Riuscimmo a sistemarli quasi tutti. Il fatto vero però è che questa guerra ai rom toglie a dei bambini un diritto elementare: quello di andare a scuola. È andare a scuola, secondo lei, doversi rifare i quaderni ogni mese, trovarsi senza casa decine di volte all’anno, perché questi sono i numeri di Cristina, oppure dovere cambiare otto scuole in un anno come è capitato a Samuel, o metterci due ore a piedi tra i campi ghiacciati, come è successo a Giulia che voleva restare nella sua classe? È andare a scuola con la serenità necessaria venire staccati come figurine dal padre o addirittura dalla madre a sei anni? Per questo noi diciamo che i bimbi rom sono bimbi come gli altri, ma contemporaneamente che sono un po’ meno bambini di tutti. Perché per loro vivere la normalità non è normale. Si sentono sempre in colpa. Vuole sapere la storia di Ulisse, che arrivò a scuola ricoperto di sputi? Era stato un signore dalla sua macchina. Appena lo ha visto, aveva tirato giù il finestrino e l’aveva trasformato in un bersaglio”.
Stefania e Flaviana, scuole diverse ma stesso circolo didattico, quello di via Pini, zona est della città, non si fermerebbero mai nel loro racconto. D’altronde se c’è qualcuno che ha presidiato le frontiere della civiltà nell’Italia ubriaca di pregiudizi e di razzismo sono loro. Loro che appena fiutavano l’aria di sgombero facevano lasciare le cartelle a scuola o preparavano materassi nelle loro cantine. “Ma lo sa che alcuni di questi bambini vivono perfino sotto terra? Pensi quanto è grottesco: li bocciano a volte per le troppe assenze, quando sono proprio gli sgomberi a catena che gli impediscono di venire a scuola. Eppure si impegnano, sa? Cristina sapeva solo il romans e il rumeno. Ora è andata a vivere in una casa in un altro paese, anche se i suoi compagni continuano a invitarla alle feste, ed è stata promossa in prima media quasi con la media dell’8. Ha studiato e imparato. Noi lo ripetiamo a ogni incontro: lasciarli analfabeti è come compiere una pulizia etnica. Perché se tu non sai la lingua non leggi neanche la medicina, non leggi la pagella di tuo figlio, resti letteralmente senza diritti. Che è la più grande povertà: non potere accedere ai diritti, non sapere nemmeno di averli. Per questo un giorno abbiamo scritto loro una lettera per rivederli l’anno dopo a scuola”. Dice così quella lettera: “Vi insegneremo mille parole, centomila parole, perché nessuno possa più annientare le vostre voci”.
“Se abbiamo dei progetti? Certo che li abbiamo. Borse-lavoro, progetti sanitari, la promozione anche del vino e del pane rom. Ma quali soldi, non abbiamo niente. Piuttosto, sa che cosa ci sembra un po’ orribile? Di essere diventate note perché difendevamo i bambini. Ma perché, non sta scritto ovunque che bisogna difenderli? E invece per qualcuno siamo un po’ uno scandalo. Ma come, si chiedono, come è possibile che della gente si voglia tenere gli zingari?”.
Il Fatto Quotidiano, 10 luglio 2011
Aborto, contraccezione, sterminio sistematico del bambino elaborati nell'immaginario collettivo.la realtà dell'orco ultima parte
Un nuovo genere o forse sarebbe più corretto dire una nuova sfumatura, per un genere da sempre esistito. Sto parlando della distopia, dell'antiutopia, della fantapolitica sociale, sempre più presente nella cosiddetta letteratura per ragazzi, che in realtà, non sarà mai ripetuto abbastanza, è una letteratura anche per ragazzi, perché qualcosa che è buono per un dodicenne lo è anche per un sessantenne, mentre non è valido il contrario. Possiamo assurgere come esempi: “Bambini nel bosco” di Beatrice Masini (Fanucci Editore), e “La dichiarazione” (Salani Editore). Sono tutte narrazioni che sottolineano il rischio delle nuove generazioni di ragazzi, di essere sterminati, dagli anziani. C'è una strana forma di mancanza d'amore, impedire la nascita. Nel 1968 c'è stata una straordinaria scoperta: la pillola anticoncezionale. Finalmente sessualità e riproduzione potevano essere separate. È stata la quarta volta, dopo vaccinazione, sulfamidici e antibiotici, in cui la classe medica ha avuto finalmente in mano qualcosa per contrastare il dolore del mondo. Fino a quel momento la natalità era stata controllata in epoca pre illuminista direttamente da madre natura con i due sistemi estremamente funzionali quanto atroci costituiti da una devastante mortalità infantile e un'altrettanto devastante mortalità materna da parto. In epoca post illuminista, diminuita fortemente la mortalità infantile, sono rimasti, mezzi incontrastati, l'aborto clandestino, oppure l'infanticidio sistematico. In ogni contrada agricola è esistito fino a mezzo secolo fa, il luogo maledetto, il campo particolare, il fosso che tutti conoscevano e di cui nessuno parlava dove minuscoli scheletri testimoniavano la dannata difficoltà di fare l'essere umano. Chiunque sia stato in Cina, soprattutto nei decenni precedenti gli ultimi anni del boom spesso ha notato l'agghiacciante presenza nei numerosi fossi, dentro la scarsa spazzatura, di piccoli corpi, minuscoli scheletri della razza umana. Separare la sessualità dalla riproduzione ha permesso la libertà sessuale, in molti casi si è trattato di vera libertà. Persone che facevano quello che veramente desideravano. In altri invece, si è trattato di un'imposizione di una sessualità di tipo maschile al sesso femminile. La sessualità maschile e la sessualità femminile sono diverse. I maschi hanno il testosterone che è dinamite, noi abbiamo gli estroprogestinici: robetta. Parliamoci chiaro: noi pensiamo al sesso tre volte al giorno quando abbiamo vent’anni due volte al giorno quando abbiamo trent’anni e dai quaranta in poi una volta su due abbiamo mal di testa. I maschi pensano al sesso tre volte all'ora. La diversa sessualità maschile e femminile è spiegabile con le ingiuste, cattive e poco disneyane leggi dell'evoluzione. La base dell'evoluzione è che ogni essere vivente cerchi di lasciare sul pianeta il maggior numero di discendenti, se tutti cercano di fare la stessa cosa i più bravi riusciranno a farla meglio, quindi quelli che rimarranno saranno i cromosomi più funzionali e l'evoluzione procede. Se un maschio riesce a fecondare un gran numero di femmine qualcuno dei suoi figli alla fine camperà e i suoi cromosomi si diffonderanno, al contrario, le femmine hanno maggiori probabilità di sopravvivenza, hanno maggiori probabilità di mettere al mondo una prole che diventi adulta se riescono a mettere le mani su un maschio che accetti per tutta la vita di dannarsi l'anima per mantenere loro e i bimbi. Un individuo di sesso maschile può vivere un comportamento promiscuo, una sessualità intercambiabile e superficiale come una vittoria per una femmina, al contrario, la promiscuità è un comportamento autoaggressivo, inoltre, è stato dato un significato folle al termine libertà sessuale dimenticando che libertà non vuol dire fare qualsiasi cosa ci venga in mente di fare nel momento in cui ci viene in mente, libertà è la capacità di assumersi la responsabilità di quel che si sta facendo. In tutta la storia dell'umanità dato che dalla sessualità potevano nascere dei figli essa era riservata all'età adulta. Alla pubertà perciò seguiva una “adolescenza” molto breve, per adolescenza si intende il periodo che va dalla pubertà all'età adulta, il periodo che va dall'infanzia alla pubertà è segnato dalla comparsa degli organi sessuali. Il passaggio dall'adolescenza all'età adulta era segnato da una specifico rito di passaggio: l'abbattimento della preda nella società cacciatrice, l'ingresso nel mondo del lavoro in quella post primitiva. Si diventava adulti a diciannove, venti, ventun anni al massimo prima degli ultimi cinquanta anni anche nella letteratura una persona di venti o ventidue anni viene definito un uomo o una donna. Oggi non ci sono più riti di passaggio, cioè la sessualità può essere fruita già nell'adolescenza, periodo in cui una persona non è adulta, non guadagna, non si assume responsabilità. Detto in parole molto povere se posso godere della sessualità già nell'adolescenza chi me lo fa fare di diventare adulto ? Sono un ragazzo di trentanove anni è una frase paradigmatica squisitamente postmoderna. E torniamo alle fanciulle, la libertà è difficile e soprattutto presuppone la capacità di rifiutare. Molte ragazze non ce l'hanno. A molte ragazze non è stato insegnato che possono dire no. Dire no è una capacità complessa che presuppone:
a) fede in se stessi,
b) fede nel fatto che gli altri continueranno ad amarci anche se abbiamo detto no,
c) fede nel fatto che se per caso qualcuno smetterà di amarci perché abbiamo detto no quel qualcuno era un tale cialtrone che levarselo di torno è stato un affare.
Molte ragazze non sanno di poter rifiutare si tratta di ragazze con forti tratti autoaggressivi spesso riconoscibili per l'eccessivo numero di piercing o per il colore eccessivamente bizzarro dei capelli, caratteristiche quasi sempre correlate ad un flirt più o meno manifesto con disturbi alimentari, la cosiddetta libertà sessuale, per queste ragazze, vuol dire semplicemente lasciarsi imporre una sessualità promiscua ed anaffettiva di tipo maschile. Perché la libido delle femmine è più piccola di quella dei maschi? È ovvio notare che la libido delle femmine aumenta in quelle che hanno più testosterone: il testosterone alto in una donna dà una forte muscolatura, una notevole libido, ed una accentuata peluria, molto accentuata peluria, beh sì insomma: i baffi. Da qui il mitico donna baffuta sempre piaciuta: finalmente ci si divertiva un po'. Donna baffuta sempre piaciuta ha anche il suo corrispondente letterario: Madame Bovary è descritta con un'importante peluria sul labbro superiore e lo stesso vale in Guerra e pace per la moglie del Principe Andreij. La bella Rosina, moglie morganatica di Vittorio Emanuele II ci guarda dalle foto con la sua indubbia peluria sul labbro superiore, mentre le Madonne di Raffaello hanno un atteggiamento endocrinologico tipicamente iperestrogenico: pelle liscia, muscolatura poco accentuata, grasso corporeo ben rappresentato. Istinto materno molto forte. Le donne hanno dannatamente forte l'istinto materno, chi ha gli estroprogestinici gioca con le bambole e vuole mettere al mondo dei figli. Le donne hanno una sessualità meno esplosiva di quella dei maschi proprio perché è fondamentale che restino fredde davanti ad una sessualità maschile e “concedano” il proprio corpo solo nei casi in cui la gravidanza può essere un'ipotesi accettabile, dove cioè l'uomo abbia dato manifestazioni d'amore talmente importanti o talmente ufficiali che si può prendere per certo che si darà da fare, si dannerà l'anima, distruggerà la propria salute perché il frutto del concepimento possa sopravvivere e diventare persona. La libertà sessuale apparentemente è stata un dono incredibile per le donne, la libertà sessuale è un dono incredibile quando significa appunto libertà: di scegliere, di dire di no, di dire di sì, dove questo manchi invece è diventata una trappola, sono sempre più numerose le donne che permettono che il proprio istinto materno sia azzittito o dimenticato, che permettono che la propria sessualità sia sistematicamente profanata in una sistematica promiscuità ed anaffettività, sono sempre più numerose le donne che sperperano al loro sessualità e la loro vita. È sempre più rimandato il momento della maternità. Faccio parte degli individui, ed eravamo un esercito, la cui presenza sul pianeta è stata accolta da un “ma porca miseria eppure avevamo fatto attenzione”. I nostri genitori non ci avrebbero voluto o forse sarebbe più corretto dire che non sapevano di volerci, perché poi quando ci siamo stati ci hanno appassionatamente amato, ci hanno protetto, sono stati felici della nostra presenza. Ora la maternità consapevole ci permette di far nascere un bambino solo al momento giusto. Il momento perfetto. Ma quando è il momento giusto? In tutti i casi noi, infinito esercito dei bambini accidentali e imperfetti, oggi non potremmo più nascere.
sdm
segue
venerdì 19 settembre 2008
Io sto ancora con i rom
Voglio scrivere due righe sui recenti fatti di cronaca nera e razzismo:
Abdul Guibre: ragazzo di colore italiano ucciso a bastonate perche' aveva rubato delle merendine
Famiglia Campos: rom picchiti dai carabinieri senza ragione e incarcerati con l'acusa di resistenza a pubblico ufficiale.
Entrambi episodi orrendi che rispecchiano il clima di xenofobia e razzismo che si respire in Italia.
Il primo pero', rilanciato da molti giornali, da molti siti, e' stato creato anche un badge per blog che io ho inserito nella sezione 'Mi associo'.
Il secondo ignorato da tutti i media e poco seguito anche dall'informazione alternativa, a parte Carta da cui ho appreso la notizia.
Ne deduco che il razzismo e la violenza si stano davvero troppo espandendo e, ancora una volta, che il problema rom c'è ed è un vero problema culturale, da risolvere e superare se si vuole essere davvero una società libera e democratica. Non si può avere un 'nemico' da disprezzare e accusare di tutto, non possono esserci persone meno persone delle altre. Bisogna davvero uscire da questa logica di violenza, di necessità di qualcuno da incolpare e colpire per sfogare le nostre frustrazioni.
Io sto sempre con i più deboli e disprezzati: io sto ancora con i rom
mercoledì 10 settembre 2008
Razzismo
Una Bolzaneto rom a Bussolengo
Carabinieri e razzisti
sperando si faccia luce al piu' presto su un episodio che, se vero, sarebbe di una gravità estrema.
Sarebbe bello, ma ci spero poco, che si arrivasse alla punizione dei colpevoli: i carabinieri, se e' successo davvero quello raccontato, o i rom, se si sono inventati il tutto. Questo rimanere sempre nell'incertezza favorisce solo i delinquenti. Come ho già detto dovrebbero essere le forze dell'ordine a desiderare inchieste approfondite e per fortuna alcune volte è accaduto (il pestaggio del marocchino a Sassuolo), in altri casi invece si è preferito fare quadrato intorno ai colleghi e insabbiare o almeno minimizzare (Federico Aldrovandi, la Diaz, Bolzaneto)
mercoledì 4 giugno 2008
Il problema rom
Provo a fare un'operazione che forse e' un po' un piangersi addosso e ha sicuramente poca rilevanza statistica.
Ho creato una gif animata di solidarietà con i rom, ho spedito l'invito a metterla sui propri blog a:
Elenco amici 'seri': 59 persone
Beppe Grillo
Jacopo Fo
Carta
Mailing list Masada
Mailing list rete lilliput
don Franco Barbero
gurppo di discussione Brain 2 Brain di aNobii
cercando con google non trovo siti che abbiano inserito la bandiera e, a parte il gruppo di discussione, non ho ricevuto alcuna risposta, ....
...ne deduco che il 'problema rom' esiste ed e' una radicata diffidenza, una atavica paura, una grande difficcoltà a schierarsi a favore degli 'zingari'. Ripeto che il campione statistico non e' rilevante, ho letto molti articoli a favore dei rom, interventi anche di personaggi importanti, ma nel mio piccolo, le persone note o meno note che riesco a contattare non si sbilanciano sull'argomento, non prendono posizione. Ho scatenato flame interessantissimi sull'aborto, sulla guerra in Iraq, sulle torri gemelle.
L'unica risposta, peraltro, simpaticissima, che ho avuto sui rom e' stata quella di un mio collega
lunedì 26 maggio 2008
No al dilagante razzismo in Italia
Copio da peacelink questo intervento di p.Alex Zanotelli
No al dilagante razzismo in Italia
E` agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese. I campi ROM di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia , la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne offrono una agghiacciante fotografia dell'Italia 2008.
23 maggio 2008 - Alex Zanotelli
E` agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese.
I campi ROM di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia , la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne offrono una agghiacciante fotografia dell'Italia 2008.
"Mi vergogno di essere italiano e cristiano", fu la mia reazione rientrato in Italia da Korogocho, all'approvazione della legge Bossi-Fini. (2002).Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e xenofobia nella società italiana, cavalcata dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008) e incarnata oggi nel governo Berlusconi (Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra da Cofferati a Dominici....). Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
Mi vergogno di appartenere ad una società sempre più razzista verso l'altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che è diventato oggi il nemico per eccellenza.
Mi vergogno di appartenere ad un paese il cui governo ha varato un pacchetto- sicurezza dove essere clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non è un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale( l'11% della popolazione mondiale consuma l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere...
L'O.N.U. prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di rifugiati climatici. I ricchi inquinano, i poveri pagano.Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?
Mi vergogno di appartenere ad un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere ad un paese che da' la caccia ai ROM come se fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all'Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano ROM!).Noi abbiamo fatto dei ROM il nuovo capro espiatorio.
Mi vergogno di appartenere ad un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti ( "quando gli albanesi eravamo noi"): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all'estero .I nostri migranti sono stati trattati male un po' ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi?
Cos'è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?:
Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro "Paradiso"? E' la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell'Africa all'Europa.
Mi vergogno di appartenere ad un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di Nazareth crocifisso fuori le mura e che si è identificato con gli affamati, carcerati, stranieri." Quello che avrete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me".
Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le "adozioni da vicino" ?
Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand'è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?
Come missionario, che da una vita si è impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli , sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei Rom contro ogni tendenza razzista della società e del nostro governo.
Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler :
"Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom non ho protestato perché non ero un Rom.
Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo ........
Quando alla fine sono venute ad arrestare me non c'era più nessuno a protestare."
Non possiamo stare zitti, dobbiamo parlare,gridare, urlare. E` in ballo il futuro del nostro paese, ma soprattutto è in ballo il futuro dell'umanità anzi della vita stessa.
Diamoci da fare perché vinca la vita!
Alex Zanotelli
giovedì 22 maggio 2008
io sto con i rom
Ho creato questa gif animata (modificandone una già fatta) per esprimere la mia solidarietà con il popolo rom: è la bandiera della loro 'nazione senza stato', la ruota del carro con i colori azzurro del cielo e verde dell'erba.
Propongo di metterla nei blog personali come segno di solidarietà
Allego questo link in cui si può trovare un'interessantissima scheda dei siti sugli zingari
questo articolo di Wu Ming
e questo intervento sulla mailing list di lilliput di Gualtiero Via
emergenza Rom o emergenza razzismo?
parole rivolte a chi abbia voglia di intendere
sulle campagne di intolleranza in atto:
la sicurezza non c'entra nulla!
è una pratica vecchia di millenni: offrire un capro espiatorio -di solito una minoranza priva di strumenti di difesa- a folle arrabbiate, facilmente manovrabili
- lo fecero sicari e spie romane e farisee contro i predicatori di giustizia in Palestina, al tempo dell'occupazione romana;
- lo fece la chiesa infinite volte, dal Medioevo a tutto il Sei e Settecento, contro predicatori "eretici", donne (battezzate "streghe" e date in pasto all'ignoranza manovrata ad arte), scienziati e liberi pensatori, oppositori vari;
- lo han fatto i nazisti con gli ebrei nel secolo scorso
- lo ha fatto Stalin a più riprese con oppositori politici, intellettuali, tecnici, contadini, minoranze nazionali
ve ne sono racconti magistrali nella letteratura di ogni tempo:
- da noi, Manzoni nella Storia della Colonna infame e nei Promessi Sposi
- Voltaire, col suo trattato sulla tolleranza
- Shakespeare, nel suo Giulio Cesare, nelle scene di linciaggio popolare anche contro innocenti seguite alla notizia dell'assassinio di Cesare
è demagogia, pura e semplice demagogia di potenti profondamente disonesti, amanti del male per il male e della menzogna per la menzogna (quando non realmente convinti di star facendo la cosa giusta, eventualità che pure va tenuta in conto visto il livello culturale dei nostri politici)
basta non essere analfabeti, non essere del tutto sprovveduti, aver fatto qualche lettura, per rendersene conto
la "sicurezza", problema ben reale, si affronta prevenendo e contrastando il crimine (che non ha nazionalità di preferenza, come è noto, e come sa ogni poliziotto),
non alimentando il facile pregiudizio "Rom e clandestini=criminali"
una elementare riprova: forse che il furto non esisteva quando l'Italia non era terra di immigrazione? Forse che la prostituzione ed il suo sfruttamento non esistevano? Forse che gli stupri non esistevano? Forse che lo spaccio di stupefacenti, la dipendenza da essi e la piccola criminalità connessa non esisteva?
Tutte queste forme di reato esistevano già, ben diffuse e cronicizzate da tempo.
Semplicemente, in quelle in cui l'imprenditoria criminale ha un ruolo decisivo si sono create reti criminali composte anche da stranieri. Se la risposta legittima è criminalizzare tutti gli immigrati (ciò che accade quando politici e media creano una "emergenza rumeni" o una "emergenza clandestini"), coerenza vorrebbe che a truffe colossali come Parmalat e Cirio l'intera categoria dei dirigenti d'azienda e di banca venisse inquisita.
sarebbe un po' forte, vero?
Se Tanzi, Cragnotti e le banche han truffato migliaia di risparmiatori non significa che tutti i capitalisti e tutte le banche vivano di truffa al prossimo, vero? Se rinunciamo al principio che la responsabilità penale è personale siamo già con un piede in nuovo fascismo, vero? Beh, selettivamente infatti ci siamo. Per i Rom è già così.
chi saranno i prossimi?
i "clandestini" li crea -letteralmente- una legge imbecille per cui solo avendo già un contratto di lavoro in tasca si può entrare legalmente: come fa un extracomunitario, mai entrato in Italia, ad avere in tasca un contratto di lavoro di azienda italiana? Non può, semplicemente: tutti gli operatori che hanno a che fare con l'immigrazione lo sanno perfettamente: prefetti, ministri, poliziotti, datori di lavoro, giornalisti, parroci, chi volete. Tutti.
Tutti gli immigrati regolari, buoni e meno buoni, occupati e disoccupati, che sono qui per lavorare o che fanno altro -tutti- sono stati prima "clandestini", chi per mesi, la maggior parte per anni. Tutti gli addetti lo sanno.
Perchè abbiamo in materia una normativa idiota fatta per motivi propagandistici, per poter dire "noi sì che facciamo sul serio!" (con differenze risibili, quanto a questo, fra "destra" e "sinistra")
possibile che sia così difficile far circolare questi elementari dati di fatto?
da soli -senza strumenti di informazione, senza organizzazione, senza mezzi- non si può fare nulla, o quasi
ma almeno si può non tacere, e lanciare qualche messaggio nella bottiglia
Gualtiero Via, insegnante
domenica 27 gennaio 2008
lunedì 19 novembre 2007
IL TRIANGOLO NERO
IL TRIANGOLO NERO / NESSUN POPOLO È ILLEGALE
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne.
Pienamente d'accordo ho firmato
giovedì 8 novembre 2007
Gli Zingari
Linko questo interessantissimo post sugli zingari Da una parte, io e due zingare dall'altra, il mondo intero
Gli Zingari sono davvero sgli utlimi fra gli ultimi, questo post fa un po' di chiarezza e sfata qualche mito
Aggiungo questa precisazione richiesta dal curatore del sito:
Gli articoli apparsi originariamente su questo sito possono essere riprodotti liberamente,
sia in formato elettronico che su carta, a condizione che
non si cambi nulla, che si specifichi la fonte - il sito web Kelebek http://www.kelebekler.com -
e che si pubblichi anche questa precisazione
Per gli articoli ripresi da altre fonti, si consultino i rispettivi siti o autori
