venerdì 12 agosto 2011
Biblioteche...
...grandissima invenzione
Ieri sono stato in Sala Borsa e ho preso:
5 libri
Italiani brva gente? di Angelo del Boca
Un giorno della mia vita di Bobby Sands
L'antico regno del silenzio di Martin Hocke
Il palazzo delle pulci di Elif Shafak
La strategia dell'ariete di Kaizen
2 DVD
Pomi d'ottone e manici di scopa (che cercavo da tempo)
The Rocky Horror picture show
Tutto gratis!!!! restituzione entro un mese.
Forse con l'avvento degli e-book (ma avvera' mai?) le biblioteche scompariranno e forse gia' ora sono un po' anacronistiche.
Avevano un senso particolare quando i libri erano pochi e non esisteva internet, per documentarsi quindi ci si recava presso le biblioteche per cercare dati, nozioni, racconti.
Ora torppi libri vengono pubblicati, molte più persone leggono. La gestione della Sala Borsa ad esempio è piuttosto complessa: catalogazione, gestione dei prestiti, catalogo su internet...
Però finchè ci sono: EVVIVA LE BIBLIOTECHE
lunedì 26 luglio 2010
Il Libraccio colpisce ancora

Finalmente sono andato a spendere il mio buono regalo di compleanno al melbook outlet.
Dopo molti giri e moltissimi titoli visti ho comprato:
Attenti al gorilla - Sandrone Dazieri
da tempo volevo leggere qualcosa di suo e per 2 euro si può provare
La mano sinistra delle tenebre Ursula K. Le Guin
Grandissima scrittrice fantasy che si cimenta con la fantasceinza, credo non mi deluderà
Le terme - Manuel Vasquez Montalbàn
Mai letto niente di Montalbàn, sono curioso di affrontare questo autore che ha dato il nome al commissario più famoso d'Italia
L'ombra del principe - Tran Nhut
Libro sconosciuto di due sorelle vietnamite che mi ha attirato con la quarta di copertina
Tetracupo - Federico Velluti
Altro libro sconosciuto che mi ha ispirato per l'ottima veste grafica e l'autore italiano
Il custode del drago - Robin Hobb
Ancora lei, la mitica Robin
giovedì 17 giugno 2010
Robin Hobb
Ieri sono andato alla Coop Ambasciatori a sentire Robin Hobb la mia autrice di fantasy preferita, e forse la mia autrice preferita in generale.La serata e' stata piacevole, mi sono fatto autografare un libro e abbiamo anche fatto una foto insieme (qui a lato).
Altra cosa piacevole ho conosciuto di persona due aNobiani. Mitica la presentazione: "Ciao son Kyra l'elfo" "Piacere sono J e questo e' In_mezzo_alla_segale" spero ci abbiano sentito in pochi!!!!

domenica 21 marzo 2010
Il libraccio

Per la festa del papà mi è stato regalato un buono da spendere al MelBookStore Outlet, il negozio di libri usati di via Oberdan, dove si trovava Nannucci.
Fantastico!!!
Con 20 euro mi sono comprato 5 libri:
Almost blue di Lucarelli
Giap del collettivo Wu Ming
I Love Shopping di Sophia Kinsella
Il principe del mare e del fuoco di Patricia McKillip
e l'introvabile Vita e dollari di Paperon de Paperoni raccolte di storie del famoso papero datata 1968!!!
martedì 2 marzo 2010
Nero N.9
Questo libro mi e' stato passato in pdf dall'autore che cercava recensori su aNobii e quindi eccomi qui a recensire. Nero N.9, come da titolo, e' una raccolta di 9 racconti noir, slegati fra loro e autoconclusivi.
Il giudizio generale e' buono.
Lo stile: Massimo Junior D'Auria scrive bene, davvero bene. Lo stile e' scorrevole, mai pesante, mai banale. I racconti si leggono di getto e non annoiano mai. La caratterizzazione noir è ben fatta, non scade mai nello splatter ma crea ambientazioni abbastanza cupe e angoscianti.
I Racconti: Ogni racconto descrive una situazione in apparenza abbastanza normale, per poi passare al dramma e finire quasi sempre con un colpo di scena. Quello che però non mi ha convinto del tutto sono le trame. Non importa essere un lettore di noir, ma basta aver letto un po' di Dylan Dog, per non trovare nulla di originale. Tutti i racconti hanno un svolgimento molto classico che in alcuni casi anticipa il finale a sorpresa, e se alcune volte sono stato davvero spiazzato dalla conclusione, altre volte sono arrivato alla fine del racconto sapendo già cosa aspettarmi.
Insomma una buona lettura, un buon autore. Lo aspetto alle prossime prove
Le mie impressioni durante la lettura racconto per racconto
1. Artisti: banale, si capisce il finale.
2. Questione di sguardi: intrigante, finale a sorpresa.
3. L’indegno: poco significativo.
4. Tutta colpa sua: il migliore, ben scritto e con colpo finale davvero buono.
5. Lettere al mago Gesuele: non male lo stile lettera, ma un po' lungo.
6. Io, puttana: non male, scorre bene, ma trama già letta.
7. Caos!: scritto bene, ma finale un po' cosi' cosi.
8. Vita nuova: molto carina la differenza fra la prma e la seconda parte.
9. Predestinazione: finale prevedibile.
venerdì 19 febbraio 2010
e-book

Per Natale 2010 un e-book reader in regalo!!!
E' un po' che seguo l'evoluzione degli e-book reader perche' mi paiono una novita' interessante. Cosa hanno di nuovo rispetto al legere un testo su PC? La tecnologia e-ink che replica la pagina del libro non essendo retro-illuminata, occorre una luce per leggerlo.
E questo fa la differenza.
Non ci si stanca gli occhi e pare davvero di leggere un libro (almeno stando a quanto dicono i possessori). Si possono mettere segnalibri, evidenziare alcune parti e, in alcuni modelli, prendere appunti.
Perche' allora l'e-book non sfonda?
Ho letto molte critiche soprattutto su aNobii, culla dei cultori dei libri e i piu' dicono che il libro e' bello tenerlo in mano, sfogliarlo e pure annusarlo.
Ma queste motivazioni romantiche sono valide per tutte le cose che abbiamo abbandonato. Anche gli LP era bello tenerli in mano e metterli con attenzione sul 'piatto', ma ormai sono scomparsi. Quando uscirono i DVD mi ricordo che ero molto critico e pensavo:"E la mia collezione di VHS?", poi mi sono adeguato, ho ricomprato molti dei miei titoli preferiti in DVD, uso ancora i VHS, ma quando compro (o copio) scelgo sempre DVD.
Anche i testi sono ormai sempre piu' spesso digitali. Io lavoro nell'informatica e ormai non stampo più nulla, perfino il cedolino dello stipendio ci viene dato in formato elettronico.
Mi ricordo che all'università per un esame ci facevano seguire un newsgroup sugli ipertesti e noi stampavamo tutte le news e le leggevamo su carta!!!! Adesso sarebbe impensabile.
Allora perchè non sfondano?
Io credo per un puro motivo commerciale.
Un libro anche se puo' essere preso in prestito da un amico o dalle sempre piu' fornite biblioteche, difficilmente può' essere copiato, per cui se lo si vuole tenere occorre comprarlo. La musica invece fin dalle cassette poteva essere copiata, per non parlare dei film che sono nati su supporto magnetico (quindi copiabile). A un editore certo non conviene impegnarsi per una cosa che gli toglierà profitto.
Allora perche' spero in un e-book in regalo a natale?
Perche nel mercato e' entrata la Apple. Da poco e' usicto l'i-pad che e' anche book reader. Questo dispositivo non usa l'e-ink per cui non farà concorrenza agli altri reader, ma la Aplle ha gia' stabilito molte convenzioni con case editrici on-line e entro breve aprirà il suo store di e-book. Il mercato quindi si aprira', gli e-book diverranno comuni e cosi' anche i reader.
Almeno spero
venerdì 12 febbraio 2010
Silvana De Mari

Forse non tutti sanno che l'ultimo libro della De Mari (L'ultima Profezia) sta uscendo un capitolo alla volta sul blog della scrittrice
A questo indirizzo la versione in pdf pero' solo fino all'ottavo capitolo
Gli ultimi capitoli si trovano nel blog
Mi pare che la De Mari si sia un po' fumata il cervello ultimamente. E' diventata una specie di Fallaci, assolutamente anti-islamica e di riflesso filo-ebraica.
La conoscevo solo come scrittrice mi aveva appassionato con le sue storie e anche i messaggi che trasparivano dai suoi libri mi erano parsi bellissimi: tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione dei più umili, delle donne ecc. ecc. mi pare invece ora, anche dal suo ultimo libro (Gli ultimi incantesimi) che abbia cambiato le sue idee, ma soprattutto mi pare che le manchi una certa onestà intellettuale.
Mi spiego: per contrastare idee che ritiene errate non riconosce mai gli errori delle idee che invece approva. Attacca a testa bassa tutto ciò che non approva, riporta giustamente tutte le cose non dette o poco conosciute, ma non ammette mai che anche i 'suoi' abbiano sbagliato. E' sempre colpa dell'islam, dei terroristi, dei barbari e mai (e dico MAI) delle multinazionali, dei cristiani, della Chiesa.
E così, secondo me, non va.
E' giusto valorizzare i propri ideali, notare le cose che ci piacciono e che ci fanno scegliere una certa cultura o una certa religione, è giusto notare le differenze con gli altri pensieri, ma se si vuole un confronto costruttivo, se si vuole che questo porti a qualcosa, bisogna anche ammetter le proprie colpe. Soprattutto se si ci si fa paladini di un'idea di tolleranza, di uguaglianza, di diritti delle donne, dei bambini... allora bisogna essere tolleranti con tutti. Trovo assurdi i ragionamenti tipo: "Vai a fare una chiesa da loro!!!", se ci si basa su questo in cosa e' migliore la nostra cultura? se facciamo le loro stesse cose allora perchè ci consideriamo migliori?
Tutto questo nulla toglie al piacere di leggere i suoi libri davvero bellissimi.
Riporto qui le motivazioni della scrittrice per la pubblicazione on-line
- Come mai è arrivata alla decisione di pubblicare on-line L'ultima
profezia?
Vengo da una famiglia di socialisti: i sindacati dei braccianti a Santa Maria Capua Vetere, mio paese natale, sono stati organizzati da Zio Tonino ( Avvocato Antonio Indaco) negli anni 20 e da mio padre, avvocato Alberto De Mari nel dopoguerra. Il mio, molto semplicemente è uno sciopero, contro lo strapotere delle case editrici che dicono o qui si cambio come voglio io o il libro non si pubblica. Bene. Non si pubblica. L’editing deve essere una proposta,mai un’imposizione, gli editori devono imparare a fermarsi, a fare un passo indietro. Io ho delle tirature alte e in più sono venduta al’estero. Sono nella condizione di causare danni economici con il mio sciopero. Se non io, chi?
In un certo senso non ho avuto scelta: l’idea di dover affrontare un altro editing, una procedura straziante mi ha fatto passare la voglia di scrivere. Quando scrivo prima scrivo l’inizio, poi la fine, ( devo sapere dove vado a parare, quindi le scene madri, quelle che ho chiare nella testa, e poi i riempio. La fine della saga è scritta da 2005, ma io non aveva più voglia di finire. Non si tratta di logica, ma di mongolfiere.
Palloni gonfiati.
Una mongolfiera è un pallone gonfiato. Per lo meno per me è così. Qualcosa di straordinario fino a che è integro, che non ha margini di dialogo, perché è sufficiente un taglio di pochi centimetri che la mongolfiera si sgonfia, diventa un pallone non più gonfio un ammasso di teli fastidiosi,inutili e ridicoli.
La storia di Yorsh e Rankstrail e Rosalba è nata nel dicembre del 2002: è nata vista dall’alto, come se io fossi stata su una mongolfiera. Io questo libro non l’ho scritto, l’ho descritto e ancora oggi non sono sicura che non sia stato un fenomeno neurologico. C’è stato un periodo in cui ho pensato di fare una risonanza, perché era un delirio lucido, poi ho pensato chi se ne frega, se anche fosse stato un tumore a sostenere tutto questo me lo sarei tenuto perché non ci avrei rinunciato per niente al mondo. Per inciso: scrivere non era minimamente faticoso. Ogni tanto dovevo interrompermi per l’eccitazione. Io ho visto dall’alto la storia delle quattro “razze”, dei quattro archetipi, ognuno con la sua forma di intelligenza. Era il seguito ideale di Tolkien, riuscivo a dare una conclusione degna al Signore degli anelli. Un editor mi ha “imposto” ( non è un accusa, ma una giustificazione, però è successo, è così, è stata un’imposizione) perché voleva che il libro fosse perfetto ( dal suo punto di vista) un taglio ( che però era un disastro dal mio punto di vista) di alcune pagine che secondo lei erano una ripetizione, in realtà dimostravano come la comprensione di Yorsh per la morte, quella che lui tira fuori davanti alle Erinni e che lui, rampollo di una stirpe immortale che della morte ha sempre avuto una paura assoluta non potrebbe avere, gli arriva dall’umile madre di Robi. È stata la prima picconata ai quattro archetipi, il senso che io aveva dato al libro, al mio libro.
Pazienza. Saltato quello L’ultimo orco l’ho scritto un po’ meno volentieri, perché c’era un salto logico: perché Yorsh aveva la conoscenza di chetare le Erinni? Poteva essere una conoscenza teorica, d’accordo, però era troppo bravo come elfo, mentre tutti gli altri erano deficitari, faceva un po’ razza superiore., ha cambiato quell’unica frase, abbattendo il senso dei quattro archetipi e in più ferendo gravemente quello che avrebbe dovuto essere il protagonista del libro successivo. Non è stata colpa sua, in nulla, la sua era una proposta, lei dava per scontato che io avrei riletto. Quel cambiamento è stato un disastro. In più durante la stesura dell’Ultimo Orco sono saltate 15 righe ( o questo si taglia o questo libro non si pubblica) che erano le mie idee di politica estera e come tale erano state identificate ( per inciso, stavo dalla parte dei cattivi, come Andrè Gluskman e Paul Berman, una sparuta minoranza contro un esercito. Era fondamentale tagliare quelle 15 righe e uniformare il panorama culturale? )
Torniamo al 2006.
Niente più mongolfiera. Niente più volo. Niente più svegliarsi al mattino avendo Rankstrail come primo pensiero, andare a letto avendo lui come ultimo.
Gli ultimi incantesimi è stato scritto, non descritto, una fatica insopportabile, eccitazione zero.
Per fortuna io scrivo a pezzi e bocconi. Di un libro, di tutta la saga, scrivo l’inizio, la fine e poi le scene madri. Le scene madri sono già scritte dal 2005, per fortuna la morte di Joss era già scritta.
Dopo di che questo libro faticoso è stato finito altri editing, dove per la terza volta ho ceduto davanti alle decisioni di altri. Sono state tagliate dieci righe che erano le mie idee religiose, trovate ridicole dal mio laico editor. Porca miseria è il mio libro. Siete così intelligenti e così bravi: scriveteveli da soli. A questo punto sono arrivata alla paralisi. Non me ne fregava più niente, volevo sono non sentirne più parlare.
Ho quasi sessanta anni e sono messa piuttosto bene a quattrini. Posso permettermi di non fare le cose che detesto e oramai detestavo essere l’autore di questi libri. Volevo solo liberamene, concludere, non averli più sul computer, non avere più Rankstrail in memoria sul glossario. Questa gente non era più viva, erano solo macchie di inchiostro su delle pagine.
Io non avevo più voglia di pubblicare l’ultimo libro. Né di finirlo. Mancano pochi capitoli e in effetti quando dico che è bellissimo lo dico tanto per dire qualcosa, perché non sono più in grado di giudicarlo, non mi interessa e non lo amo, voglio solo liberarmene, perché è mio dovere finire la storia, non per Rosalba e Rankstrail, che non esistono, sono solo macchie di inchiostro, ma per i lettori, per quelli che ci hanno creduto che hanno speso i loro soldi per comprarsi i libri precedenti. Loro devono sapere come va a finire.
Il libro è su Internet,al mio sito, lo sto pubblicando un capitolo la settimana. È stata una buona idea. La voglia di scrivere sta ritornando. La mongolfiera si sta rialzando. Sto ritrovato le linee narrative, finalmente lo sto finendo. Non posso fare la figuraccia di non avere il capitolo successivo, ma non è solo per questo. Sono di nuovo vivi, Rankstrail e Rosalba, e Skardrail, sono di nuovo vivi,porca miseria, hanno di nuovo un odore, sento le loro voci, forse è un fenomeno neurologica, ma nel caso, chi se ne frega, è magnifico. . Gli errori fatti vanno bene così. Il discorso sui quattro Archetipi verrà esplicitato da Yorsh. Le meditazioni sulla morte gli saranno arrivate dagli orchi, meglio ancora, il rigo modificato da sarà citato i un discorso diretto e rimesso a posto. So dove inserire le parti tagliate, è di nuovo il mio libro.
Adesso la mongolfiera si sta alzando di nuovo, Rankstrail è tornato è di nuovo una persona, qualcuno con una voce e un odore, che riesco a sentire. Lo incontrerò nel mondo dei morti e mi ringrazierà di aver raccontato questa storia.
lunedì 28 dicembre 2009
Auto-esaltazione

E' uscito un libro che si chiama aNobii il tarlo della lettura.
Dalla quarta di copertina: Il tarlo della lettura raccoglie il meglio del meglio di aNobii, il social network esclusivamente dedicato alla lettura: 600 recensioni scritte da 333 autori diversi; i cento libri più votati dagli utenti con le cinque recensioni più votate per ciascuno, e poi le playlist dei recensori, cento bonus track e tantissime «rotte per i naviganti» per attraversare questo libro in molti modi, viaggiando tra le pagine un po’ come si naviga nel web. Per scoprire così autori nuovi o nuovi punti di vista su libri che conosciamo (o credevamo di conoscere) da una vita. Qui leggerete cose arbitrarie e urticanti, del tutto personali, talvolta folgoranti nella loro immediatezza: così è la vita, così sono i libri, e i Lettori. A proposito: troverete, soprattutto, cose che si capiscono, dette con una voce in cui il parlare è davvero "sì, sì, no, no", perché il di più, per gli aNobiani militanti, viene dal Maligno.
Come i più sapranno da 2 anni e mezzo sono stato inghiottito da questo social netwrk per me fantastico. Su aNobii si crea la propria libreria virtuale e si inseriscono i libri letti o che si desiderano. Ricercando tramite titolo o ISBN si caricano: titolo, autore, editore, numero di pagine, copertina ecc. Si possono segnare le date di lettura, le ri-letture, commentare, votare, etichettare e annotare.
Il tutto poi e' molto orientato alla condivisione per cui di ogni libro inserito viene segnalato quante persone lo hanno e andando sulla pagina specifica si possono vedere tutti i voti e i commenti. Esistono poi innumerevoli gruppo di discussione.
Tutto questo pe dire che mi piace molto aNobbi, ma anche per fare un po' di auto-esaltazione:
Nel libro sopra citato c'è anche una mia recensione (Harry Potter e la camera dei segreti) !!!!
Non una delle migliori, ma bisogna sottostare al giudizio dei lettori.
Il libro mi è stato regalato per Natala da mia moglie ed è veramente ben fatto, probabilmente se non ci fosse stata una mia recensione non l'avrei comprato, ma avrei perso qualcosa perchè è veramente ben realizzato e le recensioni non condizionate da logiche di mercato sono davvero interessanti: caustiche alcune, divertenti altre, dettagliate altre ancora.
Insomma i mie due minuti di celebrità li ho avuti!!!!
venerdì 20 marzo 2009
Ciao Cagliostro
Il simpatico e gentilissimo signore che gestiva il negozio di libri e fumetti usati di via Mengoli ci ha lasciato. Si chiamava Claudio, ma tutti lo chiamavano Cagliostro dal nome del negozio. Aveva iniziato quest'attività in tarda eta', non per guadagnare, ma per condividere la sua passione che lo portava a comprare fumetti di nascosto da sua moglie. Entrare nel suo negozio era un trovarsi fra amici, si chiacchierava, si guardavano i libri e i fumetti e se si comprava il prezzo era un di piu', c'era sempre lo sconto sullo sconto. Sempre aveva una caramella per i bambini, una carezza per il cane e un saluto per noi. Lo ricorderemo cosi': sulla porta del negozio, la zazzera bianca, l'immancabile sigaretta in mano e il sorriso sulle labbra. Ciao Cagliosto ci manchera.P.S. Anche Wu Ming ricorda Cagliostro
lunedì 29 dicembre 2008
Afghanistan

Pagina 14 del quotidiano, e sul sito queste 2 righe
Afghanistan, quattordici bambini
uccisi in attentato davanti a scuola
KABUL - Sedici persone di cui quattordici bambini sono stati uccisi e 58 feriti in un attentato suicida nell'est dell'Afghanistan. Il bilancio è stato fatto dall'Isaf, la missione militare della Nato
(28 dicembre 2008)
Davvero ci sono persone di serie B, pensate se fosse successo in un paese occidentale, in Italia, negli USA, in Francia.
Scrive Giobbe Covatta nel suo libro L'incotinente bianco:
Buongiorno amici ascoltatori, apriamo questo radiogiornale con una notizia drammatica e raccapricciante, una di quelle notizie che nessun giornalista vorrebbe mai dover leggere nella sua vita.
Oggi in Italia sono morti 33.000 bambini tra zero e i dodici anni!
Messaggi di incredulità e cordoglio sono arrivati da tutto il mondop, mentre si moltiplicano le manifestazioni di lutto e solidarietà verso il nostro Paese, così duramente colpito.
E' stato deciso che per i prossimi trent'anni i telegernali non parleranno d'altro, e tutta la stampa dedicherà a questa tragedia la prima pagina per almeno quarant'anni.
La Con. Poet., la Confederazione dei Poeti, ha dichiarato che si poeterà su questo argomento per tutto il secolo............
Si è altresì stabilito che... Ma scusate un momento! Scusate, ma.. MA NO!!! Non è successo in Italia... è successo qui in Africa! E allora chissenefotte! Succede tutti i giorni, che cazzo di notizia è?
Scusateci per questo falso allarme, gentili ascoltatori, e passiamo subito alla prossima notizia...
aNobii colpisce ancora
- E se covano i lupi
- Di Paola Mastrocola
- Conversazioni notturne a Gerusalemme.
- Sul rischio della fede
- Di Carlo Maria Martini, Georg Sporschill
- Gli ultimi incantesimi
- Di Silvana De Mari
- Il gioco dell'angelo
- Di Carlos Ruiz Zafón
giovedì 25 settembre 2008
Insulto bolognese
Fazazadecaz / pezedmerdacaragnadunporz / testarazzaadcazzaraztotpinedbogn / catvagnuncancher / catvagnaunazidant /
sumarnazdunsumarnazstrazzabalimbalze
vaferdalpepvaferdigrognvetaturintalcul
vaferdibucheinstarnzdunsfighedundsgrazie
atmureessteetotchicumpagnate
venerdì 1 febbraio 2008
Il fantasy
Da tempo cerco di spiegare, piu' a me stesso che agli altri, perche' il fantasy 'deve' finire bene, qualche giorno fa in una discussione in aNobii su come definire il fantasy Maximus Kuseikos ha dato questa definizione, secondo me molto azzeccata
Ritengo in ultima analisi che il genere Fantasy debba avere come elemento chiave e fondante la celebrazione di un mondo archetipico, scevro di tecnologie moderne, dove lo strumento che conduce alla sopravvivenza è il coraggio personale, l'eroismo epico, e l'eterna lotta del bene contro il male conduce sempre a quello che chiamo "il Grande Sospiro Finale" del lieto fine
Mi spiego meglio.
Definito il genere fantasy, in esso il lieto fine non deve essere inteso come una melassa mielosa appiccicaticcia in cui sdilinquere le ultime pagine di un romanzo! Ci può essere malinconia e tristezza a volontà; quello che è importante, a mio avviso, è che si segua una certa struttura (e non a caso).
L'idea è che una forza malvagia (essenziale, primigenia) metta in atto un piano di qualche genere, il cui successo provocherebbe la sostanziale distruzione della controparte "buona" del mondo immaginario. Durante il romanzo, la forza malvagia aumenta via via il suo successo, fino ad arrivare ad una grande catastrofe finale in cui tutto sembra destinato al successo del male. Proprio allora, avviene qualcosa all'interno di questa catastrofe, che distrugge il male e porta al trionfo del bene. Ecco quindi il Grande Sospiro.
Poi ci può essere malinconia e tristezza per ciò che il male ha distrutto, a patto che vi sia sempre una speranza, in fondo alla storia. Ecco: il lieto fine è questo. La speranza.
Credo che gli esseri umani abbiano bisogno di storie che si chiudono con la speranza in un futuro dove il male è stato sconfitto, e credo che questo bisogno debba essere soddisfatto in ultima analisi proprio dal genere fantasy.
Perché, scusate se mi dilungo, ma il genere fantasy ha in sé l'essenza dell'eternità: delle cose che durano, dei valori essenziali e non transienti...
Faccio degli esempi: Dove nel romanzo verista si parla di lampadine e nella fantascienza di raggi laser, nel fantasy si parla di fulmini, o di magia. Entità eterne, non legate ad alcun tempo e luogo, eternamente evocative, e tali sono per uomini e donne di qualunque tempo ed epoca.
Per questa sua natura "universalistica", il fantasy è, tra tutti i generi, quello che meglio di qualunque altro può essere l'allegoria della lotta del bene contro il male che conduce l'umanità alla Speranza - ecco dunque la necessità del lieto fine...
mi rendo conto che così ho complicato parecchio le cose, ma ho solo cercato di dire con molte più parole qualcosa che avevo già detto prima con pochissime.
Insomma, a quel Grande Sospiro non solo ci conto, ma credo che sia proprio essenziale!
ovviamente, è la mia opinione, non pretendo che tutti siano d'accordo. In fondo, le categorie servono solo ad uso personale, non è necessario che siano condivise universalmente... giusto?
mercoledì 16 gennaio 2008
HP 7: Finito!!!
Un bel libro, letto in 5 giorni, ma non un capolavoro.
Commentando tutta la saga: ci sono cose davvero bellissime che la rendono una saga indimenticabile, ma anche molte cose che non vanno.
I pregi: la R. ha creato un mondo stupendo, divertente, strano, intrigante; dei personaggi indimenticabili; ha giocato con l'amicizia, il mistero, la magia in modo magistrale. La scrittura e' scorrevole e appassionante. I temi, anche se non nuovi, come l'amicizia, l'amore, la morte, sono trattati con grande abilita' e profondita'.
I difetti: ne elenchero' molti, ma nulla tolgono al piacere della lettura, sono un amante di HP dal primo libro che lessi prima del successo planetario, ma proprio per questo noto anche i difetti.
Le trame: paradossalmente sono le cose meno riuscite, soprattuto i finali, spesso oscuri o affrettati. Il mondo creato e' bellissimo e anche i personaggi, le idee originali, ma le cose che succedono alle volte stentano a scorrere.
I libro: Harry si e' salvato perche' la madre si e' sacrificata: ma e' l'unica che si e' sacrificato per il figlio? se bastasse questo a sconfiggere la maledizione di Voldemort non sarebe morto nessuno. Raptor si distrugge toccandolo perche' ancora e' presente il contro incantesimo: un po' troppo.
II libro: Il diario di Voldemort lo riporta ad una semi esistenza: non chiarissimo; concetto sviluppato meglio con gli orcrux, ma in questo libro pare un po' forzato
III libro: salti spazio temporali: difficili sempre da gestire e qui assurdi: se il giratempo e' un oggetto cosi' semplice e conosciuto, tanto da darlo a un'allieva del 3 anno, allora si puo' modificare il tempo in qualsiasi momento, chi ce l'ha ha un potere tremendo. Si vede che la R. non ha letto Asimov: la minima modifica possibile per cambiare il futuro
IV libro: Crouch si trasforma in Malocchio e recita cosi' bene da confondere anche Silente, tanto bene che nei libri successivi il vero Malocchio si comporta come Crouch!!! Non parliamo dell'inutile morte di Cedric quando la trama era arrivata a un punto in cui l'amicizia poteva salvarli e invece e' proprio il comportarsi in modo corretto che condanna Cedric!
V libro: l'esercito di Silente: bellissima idea, ma alla fine non serve a niente, al combattimento finale vanno solo Harry, Ron, Hermione, Neville e Luna.
VI libro: qui non trovo problemi di trama, ma un po' di prolissita'
VII libro: Harry non si capisce come si salvi dalla maledizione di Voldemort, la storia delle bacchette che passano di proprietario e' bella ma un po' complicata, le morti (a lungo annunciate) veramente inutili e mal gestite (a parte Dobbi), ancore il sacrificio che salva tutti: Harry sostiene che adesso Voldemort non puo' uccidere piu' nessuno perche lui si e' sacrificato per tutti: e' sempre l'unico che si sacrifica per gli altri, e Dobbi, Malocchio, Lupin, Fred, TOnks ecc. ecc.
Un altro grosso problema e' la magia: se nei primi libri si era destreggiata molto bene con il so-non so alla fine manca un sistema magico preciso. Mi spiego: e' sempre difficile nella fantasy gestire la magia, occorre trovare un sistema coerente e spesso si gioca sul fatto di non sapere bene come funziona. Cosi' la R. nei primi libri usava la magia come asse portante, ma spesso divertente e non spiegata, Harry stesso stava imparando per cui tutto era nuovo, ma se scrivi 7 libri e la magia diventa un sistema di vita e morte, se serve per combattere, se esistono manufatti piu' o men potenti, allora devi creare un sistema preciso.
Alcuni esempi:
la pozione polisucco (preparata da Hermione al 2 anno): e' potentissima, non c'e' modo di rilevarla, inganna anche Silente, e allora perhe' non la usano tutti, soprattuto i mangiamorte?
Le maledizioni senza perdono: troppo potenti, non si puo' sfuggire se non spostandosi, quindi dovrebbero tutti allenarsi a schivare, non pare ci siano protezioni, vengono lanciate da tutti, pare con la stessa potenza: se la lanciano in due chi vince? L'imperio: non rilevabile, fa fare qualunque cosa, la usa Harry alla Gringot: non sta in piedi, tutti farebbero fare a tutti qualunque cosa, ci si basa sulla buona fede delle persone? nessuno e' mai colpevole di niente, infatti molti mangiamorte si salvano dicendo di essere sotto la maledizione, ma puo' dirlo chiunque!! La maledizione che uccide: anche noi babbani abbiamo le pistole che uccidono con un colpo, ma intanto devi colpire parti vitali e poi non giriamo tutti armati anzi, ci sono regole ben precise, i maghi hanno tutti la bacchetta.
In combattimento esistono solo 3 incantesimi: la maledizione che uccide, lo schiantesimo e l'expelliarmus: un po' pochi! Anche quest'ultimo e' troppo potente, viene usato da Harry e amici gia' ai primi anni, dovrebbe essere la prima cosa che fa ogni mago in combattimento: disarmare l'avversario.
La smaterializzazione: a Hogwoards non si puo' fare e cosi' la R. si slava, ma fuori? anche questo troppo potente!
Insomma la magia, come mi era piaciuta nei primi libri, cosi' buffa, strana, divertente, cosi' diventa fastidiosa negli utlimi.
L'amicizia: la R. secondo me non capisce l'amicizia maschile. Harry e Ron hanno una paura tremenda di manifestare i propri sentimenti, in ogni libro litigano poi fanno la pace, ma questo e' tipico delle donne!!! a 15 anni il tuo amico del cuore e' tuo amico e basta, sei sempre con lui e se per caso rompi, non e' piu' tuo amico: gli uomini sono semplici. Le manifestazioni di affetto, poi sono diverse da quelle femminili ma non assenti: dopo una battaglia, quando ci si e' salvati la vita a vicenda, in situazioni di pericolo allora l'abbraccio scatta anche fra uomini!
Per fare un paragone assurdo: nel Signore degli Anelli Frodo, Sam, Merry e Pipino sono amici, sempre, non dubitano uno dell'altro, si dividono e quando si rincontrano non c'e' uno che dice (come Harry): perche' non mi avete mandato un messaggio!!!, si mettono a fumare assieme.
Mal gestite anche le storie d'amore: la storia di Harry e Ginny e' molto carina nel 6 libro ma si perde completamente nel 7; Hermione Ron, coppia improponibile, troppo diversi, e infatti la R. non riesce a creare feeling.
Ultima cosa, ma la piu' importante: la commistione fantasy-reale. Io penso che se crei un mondo fantasy dove alla fine l'amore vince, l'amicizia salva le persone, gli incantesimi stessi vengono influenzati dai sentimenti, se tutti si ritrovano a combattere assieme 'per caso', se il cattivo perde perche' non capisce il valore delle piccole cose...allora non puoi far morire i protagonisti. E non per buonismo ma per coerenza: nella vita reale purtroppo i cattivi sono furbi, l'amicizia e' importantissima ma non devia le pallottole, l'amore e' fondamentale ma non salva i figli e quindi le morti sono spesso inutili, le persone che stimi spesso ti deludono, gli amici litigano. Ma in HP: l'amore della mamma salva Harry ma Fred muore inutilmente, Harry e Cedric si ritrovano 'casualmente' davanti alla coppa tre maghi assieme ma Cedric muore, mamma Weasley uccide Bellatrix ma Sirius muore ecc. ecc. Non voglio un fantasy per forza a lieto fine, ma se cerco storie 'reali' leggo altro o fantasy diverso ad es. in Gemmel spesso muoiono personaggi principali, ma l'amicizia non salva il mondo, sono la armi a farlo.
In conclusione: una saga imperdibile, sicuramente da leggere, la R. molto brava, ma non perfetta
mercoledì 2 gennaio 2008
Evviva il Natale e la lista desideri di aNobii!!!
Ho ricevuto per Natale 6 libri:
Barò Romanò Drom di Alexian S. Spinelli
Alta fedeltà di Nick Hornby
La masseria delle allodole di Antonia Arslan
Il principe della nebbia di Carlo Ruiz Zafòn
La grammatica di Dio di Stefano Benni
Gomorra di Roberto Saviano
Evviva!!!
venerdì 16 novembre 2007
1984
Da MASADA n. 573. 15-11-207 Orwell 1984
"Da Alice:
"Quando io mi servo di una parola -rispose con tono sprezzante Humpty
Dumpty- quella parola significa quello che piace a me, ne' piu', ne' meno".
"Il problema e' - insiste' Alice - se lei puo' dare alle parole significati
cosi' differenti".
"Il problema e' -taglio' corto Humpty Dumpty- chi e' il padrone?"
..
Nel 1945 Orwell scrive, come protesta allo stalinismo russo, "La fattoria
degli animali", una fiaba satirica in cui tratteggia una forma di socialismo
umano che salva la liberta'.
Quattro anni dopo Orwell pubblica, sempre in chiave antisovietica, '1984',
appartenente al filone della narrativa di anticipazione e chiaramente
ispirato a 'Il nuovo mondo' di Aldous Huxley.
Huxley aveva profetizzato una societa' del futuro dominata dalla
tecnologia, i cui cittadini nascono tutti in provetta e in cui dieci
Controllori supremi reggono la Terra (oggi abbiamo 5 stati all'ONU con
diritto di veto che dettano la storia del mondo), confinando gli esemplari
che non hanno le caratteristiche volute.
Quando Orwell scrive il libro, siamo alla meta' del 1900, e' ormai chiaro
che il mondo non sara' salvato dalla illusione positivista che ha generato
il falso ottimismo tecnologico, ne' dalla rivoluzione proletaria da cui e'
emerso l'idra del totalitarismo staliniano.
E' in questo tempo che Orwell produce questo libro cupo, con la data di un
mondo futuro in cui il pensiero e' totalmente condizionato.
Nel 1954 il testo viene portato sui teleschermi inglesi producendo forti
critiche per il suo carattere terrificante. Ne vengono tratti anche tre film
di cui uno di Michael Radford. Ma i film non sono di facile lettura e il
libro nemmeno.
Quando arrivo' il vero "1984", Orwell fu deriso perche' nulla di cio' che
aveva predetto sembrava essere accaduto e si cerco' anche di usare la sua
critica solo per lo stalinismo, ma "1984"' doveva incidere la storia dell'Occidente
in termini che andavano ben oltre lo statalismo sovietico e doveva creare
riflessioni angosciose in molti intellettuali, come Erich Fromm, che ne
colse la potenza profetica.
Probabilmente Orwell aveva in mente, oltre al regime di Stalin, anche uno
dei piu' bui e reazionari periodi della storia americana, "il maccartismo",
che si sviluppo' tra gli anni '50 e '54 in USA e in cui il senatore
repubblicano McCarthy attuo' una serie di purghe politiche su intellettuali,
attori, scrittori perseguitati in quanto comunisti, ma ogni regime assoluto,
e massimamente gli attuali regimi mediatici, sembra trovare in questo libro
la sua triste teoria.
Platone nella Repubblica aveva creato un'utopia. Orwell in "1984" scrive una
anti-utopia, o utopia negativa, descrizione di un mondo dove non vorremmo
vivere.
"1984" e' la storia di cio' che potrebbe accadere se si permette a certe
ideologie di prendere il potere e di usarlo in modo assoluto.
Come gia' aveva fatto gia' Machiavelli, Orwell spiega cosa possono fare un
principe cinico o una oligarchia chiusa. Come "Il principe" era stato il
manuale d'uso di sovrani astuti e capziosi, cosi' "1984" diventa il manuale
del governo totalitario. Da una parte "1984" insegna a comandare, dall'altra,
come il Principe, svela le trame usate dal potere.
Orwell immagina un mondo futuro diviso in 3 iperstati: Oceania, Eurasia ed
Estasia. Londra fa parte di Oceania ed e' sotto la dittatura del SOCING
(socialismo inglese), il partito unico guidato dal Grande Fratello.
La popolazione e' divisa tra il Partito Interno (2%) che comanda, il Partito
Esterno addetto ai servizi (13%) e il prolet (85%) privo di potere.
La teoria si occupa solo del condizionamento dei membri del Partito Esterno,
essi portano lo stesso vestito e sono condizionati allo stesso pensiero.
Il Partito crea la realta' e la modifica a suo piacere.
I membri del Partito Esterno sono continuamente controllati da uno schermo
in ogni casa che, mentre manda programmi vari, spia i pensieri per la
Psicopolizia (thinkpol), per cui l'incubo di tutti e' di commettere lo
Psicoreato, o delitto di pensiero (crimethink).
Nello stato di Orwell il grande reato e' pensare in proprio.
La Neolingua (Newspeak) e' un sistema linguistico elaborato dai tecnici del
Partito, in cui ogni termine assume solo ed esclusivamente il significato
che il Socing desidera.
Ogni gruppo di vincitori si arroga il diritto di prevaricare gli altri,
dandosi dei privilegi. Un tempo esisteva una casta che aveva privilegi
ereditari. Oggi abbiamo una classe economicamente dominante.
In Russia era nata una rivoluzione dal basso, in realta' guidata da borghesi
intellettuali che avevano ventilato la possibilita' di un potere esercitato
dal proletariato. Quello che avvenne poi fu diverso: gia' Lenin aveva
espropriato la volonta' dello stato facendola coincidere con la propria;
Stalin completo' il progetto instaurando una dittatura personale. Il potere
non parti' dal proletariato per tornare al proletariato, ma divento' il
totalitarismo di una sola persona e del suo gruppo di complici, fissandosi
in un abnorme culto della personalita'.
Appena il potere si cristallizza in una persona o in un gruppo di dirigenti,
si fissano immediatamente il privilegio e il vantaggio di pochi con l'esautorazione
del potere e del vantaggio di tutti gli altri.
Orwell descrive le modalita' di un autoritarismo assoluto.
Marx aveva detto che, quando il proletariato avesse fatto l'ultima
rivoluzione, la lotta di classe sarebbe sparita. Orwell ci mostra che e' piu'
facile che poche persone concentrino il potere su di se', creando strumenti
che impediscono di fatto ogni ulteriore rivoluzione, bloccando l'evoluzione
di ogni politica.
Poiche' la liberta' umana passa dal pensiero che si costruisce con le
parole, il primo strumento e' il condizionamento mentale, cosi' da far
sparire ogni pensiero autonomo e ogni critica, attraverso la
destrutturazione delle parole. Il Partito totalitario deve inventare e
imporre un pensiero omologato fatto di parole omologate, una neolingua, che
fissi una ideologia uguale per tutti, per un controllo assoluto di mente e
volonta'.
Lo slogan del Socing e': "Chi controlla il passato, controlla il futuro: chi
controlla il presente, controlla il passato".
Nel perfetto stato totalitario il Potere e' personale, rappresentato da
protagonisti apparenti, e nello stesso tempo e' artificiale, e' il Grande
Fratello, che nessuno riesce piu' a vedere per cio' che e', e' un
personaggio costruito, un volto ripetuto sui manifesti con espressione
fissa, una entita' artificiale, una immagine televisiva martellante.
Il Potere ricrea la sua storia, reinventa la sua personalita', impone la
sua presenza. Tutto cio' che accade di buono e' riferito a lui. Qualunque
verita' parte da lui. E' la forma che il Partito ha scelto per mostrarsi al
mondo. Nella realta' e' un attore che da' veste visibile al Potere, un
elemento rappresentativo formale che recita una parte, costruita dal Partito
invisibile, mentre il Partito invisibile nessuno sa piu' cos'e', perche'
ognuno e' fagocitato dalla sua immagine esterna. Quella immagine serve a
sostanziare come una calamita emozionale ogni relazione, e' una immagine
mitica, e' onnipotente, e' infallibile, attrae ogni sentimento, come se
esistesse lui solo e non l'organizzazione che gli sta dietro. La realta' e
la verita' sono cio' che egli dice, e le sue parole vengono continuamente
riadattate per aggiornare i fatti, in modo che nessuno confronti mai cio'
che viene detto oggi a cio' che e' stato detto ieri. La critica deve essere
assente e lo stesso il confronto. Si abitua la gente a dimenticare il
passato, a astrarsi da paragoni che porterebbero a valutazioni, a vivere in
un eterno presente.
Per questo e' fondamentale la manipolazione dei dati.
Se il cibo e' razionato e la razione viene diminuita da 30 a 20 grammi, si
fara' credere che cio' sia un bene perche' e' meno della riduzione maggiore
sarebbe stata necessaria, per cui ognuno avra' l'impressione di ricevere di
piu' di quel che avrebbe dovuto.
Oggi, se si distruggono i diritti dei lavoratori, si dice che cio' e'
necessitato dalle leggi europee e che anzi i governanti del paese hanno
scongiurato peggioramenti ulteriori e promettono ulteriori miglioramenti.
La manipolazione avviene focalizzando sulle promesse e obbligando la memoria
ad autoingannarsi; questo e' il "controllo della realta'' o Bispensiero
Oggi si direbbe che quando le tasse vengono aumentate si dice che in realta'
sono diminuite e si promette che lo saranno di piu' negli anni futuri, ma
che al momento si e' scongiurata una diminuzione eccessiva, che pure sarebbe
stata necessaria e che era richiesta. Giornali e telegiornali non faranno i
controlli o i bilanci o le verifiche, che smaschererebbero l'inganno, ma
distrarranno con cronaca nera o avvenimenti sportivi.
La gente non deve pensare, deve credere. Se qualcuno pensa, sara' eliminato
(vedi Biagi, Santoro, o Guzzanti.).
Il pensiero deve essere unico e costruito dall'alto, non puo' esistere
pensiero divergente, chiunque la pensi diversamente sara' considerato
eversivo (oggi qualsiasi forma di pensiero divergente dall'omologazione
bypartisan viene equiparato al terrorismo).
Si fa sparire ogni copia dei vecchi giornali (o le tracce sul web), ogni
traccia storica del passato, non deve esistere memoria degli eventi
trascorsi perche' la memoria permette il confronto. E' vietato confrontare
le vecchie promesse dei leader con le loro attuali realizzazioni. Le
dichiarazioni di oggi sono auto-conferme, che convalidano per la sola
asserzione. La menzogna deve diventare verita'.
E se memoria storica deve esserci, sara' rivisitata e riconfezionata
(revisionismo) per confermare la verita' imposta. Il revisionismo viene
applicato a tutto, film, libri, opuscoli, barzellette, arte. cosi' da
eliminare ogni significato politico che non sia quello voluto dal regime.
(Cosi' ha fatto Stalin, cosi' fa oggi Putin che cambia la verita' di Beslan
nel momento stesso in cui l'abbiamo davanti agli occhi; cosi' hanno fatto in
Cina con gli eccidi di Tien An Men; cosi' tenta di fare la Moratti con i
libri di storia o fa Violante quando parla di commemorare i caduti di Salo',
cosi' fanno da destra e da sinistra contro il pacifismo, o hanno fatto con l'omicidio
Falcone, Biagi, Moro..)
Quando le correzioni sono eccessive, si inventa un eroe di guerra falso da
commemorare. La storia passata viene rettificata perche' avvalli quella
presente, e cosi' le alleanze, le guerre, le scelte economiche o
politiche... ogni fatto viene ricostruito e mostrato per come fa comodo. Non
il presente e' causa del passato, ma il passato e' variato perche' sia
giustificativo del presente.
Come non esiste verita' sul passato, cosi' non esiste verita' sul presente.
Si inventano trame d'odio e nemici su cui convogliare i sentimenti
viscerali. Si inventano cospiratori e complotti (ieri gli ebrei, oggi i
rossi o i terroristi o gli islamici o gli antipolitici).
Via via che la memoria viene modificata, si toglie ogni punto fermo alla
personalita', che diventa oscillante e incerta, dunque succube, perche' meno
basi di partenza ci sono, meno si sa e meno si e'.
Il pensiero e' il grande nemico di ogni potere che intende essere assoluto.
Se il pensiero chiaro a se stesso e' la prima forza dell'uomo, il potere
sara' esercitato mettendo il pensiero contro se stesso mediante paradossi,
questa e' appunto la funzione del bispensiero. Se riesci a convincere
qualcuno che due cose opposte sono la stessa cosa, la sua mente e'
disarmata, ne puoi fare di tutto.
Il bispensiero fa perdere il senso della realta' e dunque mina profondamente
l'identita', spingendo verso il caos cognitivo. Se l'uomo riesce a credere
due cose totalmente opposte, come essere pensante e' finito.
Percio' si spingera' il cittadino a condividere contemporaneamente due
opinioni in contrasto, per esempio "credere che la democrazia sia
impossibile ma che il Partito sia custode della democrazia" (o credere che
stai facendo la pace mentre fai la guerra, o che stai portando ordine a un
paese mentre lo distruggi o che la Borsa sia l'elemento misuratore del
mercato mentre ne e' una grave alterazione).
E naturalmente il massimo inganno di un partito totalitario sara' di
presentarsi come democratico. Questo e' il paradosso maggiore.
Un codice linguistico non e' solo uno strumento di comunicazione ma e' l'insieme
formativo e connettivo per eccellenza, quello che produce le idee, che
struttura e guida l'attivita' mentale dell'uomo, che relaziona le sue parti
mentali, che dunque dirige il suo senso critico e la sua volonta'. Se
imbrigli la forma del pensiero, soffochi la sua sostanza e, di conseguenza,
blocchi la sua scelta e limiti la sua azione, riduci l'uomo a un robot
passivo, non piu' capace di variazioni sul sistema.
Incidere sugli elementi linguistici formalmente e sostanzialmente significa
coartare il pensiero e soffocarlo lentamente.
Wittgenstein diceva: "I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio
mondo".
Lo "psicoreato" e' la grande infrazione che il pensiero puo' fare sull'ordine
costituito. Il pensiero non embedded. Embedded vuol dire autorizzato,
consentito, pensiero irreggimentato.
La neolingua intende semplificare al massimo le possibilita' del pensiero,
per questo si daranno induzioni semplificate per portare l'uomo a un
linguaggio minimale e strozzare le possibilita' evolutive del linguaggio e
dunque del ragionamento. A questo sono funzionali media che devono ridursi
ad uno stadio comunicativo primordiale, presentando modelli umani sempre
piu' limitati e minimali, quasi caricature di persone, e facendo scadere il
linguaggio a suoni sempre meno articolari e funzionali fino ad arrivare all'onomatopeia
piu' rozza: "Ridurremo alla fine il pensiero a delitto, perche' a quel punto
lo psicoreato sara' impossibile perche' non ci saranno parole per
esprimerlo".
I neolinguisti manipoleranno il linguaggio affinche' sia impossibile pensare
pensieri diversi da quelli imposti.
Se, come dice Chase: "Il linguaggio forma l'intera visione del mondo",
attraverso la restrizione del linguaggio avremo la restrizione dell'uomo.
Qualunque pensiero dissidente sara'' eresia e sara' ostacolato come un atto
terroristico, eversivo.
Si abbandonera' dunque l'archeolingua, che e' in uso prima del Socing, per
far sopravvivere solo quelle parole che sono in sintonia col pensiero unico.
E questo sara' continuamente ripetuto perche' la fissazione allenta le
modalita' critiche e abitua alla ricezione passiva. Se il pensiero si
sviluppa dialetticamente attraverso la dialettica dei contrari, anche i
partiti si presenteranno come omologati cosi' da interrompere qualunque
dialettica e chi rifiutera' l'omologazione sara' unanimamente tacciato di
eversione (o antipolitica). Queste strategie, curate massimamente dalla
stampa, porteranno a limitare l'ampiezza mentale.
Esempi: "La parola LIBERO puo' sopravvivere ma solo nel senso di 'questo
campo e' libero da erbacce' (o sara' il nome di un quotidiano di destra
portavoce di un leader illiberale). Non deve significare essere
intellettualmente libero perche' la liberta' intellettuale non deve esistere
nemmeno come concetto".
La lingua deve diventare il piu' possibile semplice cosi' da ridurre al
minimo il pensiero. Non si deve poter esprimere la stessa cosa in piu' modi,
ma solo in uno.
Ogni termine deve avere solo un significato. Non si varcano le barriere del
linguaggio. La maggior parte dei termini usati non devono contenere
significati ma distruggerli (Berlusconi). Tuttavia si curera' l'eufonia, il
messaggio deve essere armonico, carezzevole, orecchiabile, accattivante,
modulato, con slogan facili (sempre Berlusconi). Si sostituiranno i
concetti o le istituzioni con nomignoli nsignificanti, meglio se privo di
significato intrinseco o contrario. Il Ministero della pace e' chiamato
'Minipax', il lager Svago-campo' (una missione bellica viene chiamata
'missione umanitaria'; i pacifisti sono chiamati 'terroristi'). Molti nomi
sono indicati con abbreviazioni cosi' da alterarne il significato (nazi,
Gestapo, Comintern.). Le parole devono essere monotone per ingannare la
mente e impedirle di pensare. I vocaboli devono essere pochi; meno parola
esistono per la mente, meno la mente pensera'.
L'attenzione deve fissarsi su parole prive di importanza ("Mi consenta.").
Gli slogan di partito siano semplici e paradossali:
"LA GUERRA E' PACE" (Berlusconi, Bush, Blair.)
"LA LIBERTA' E' SCHIAVITU' (multinazionali, neoconialismo, lavoro precario,
neoliberismo.)
"L'IGNORANZA E' FORZA" (la Lega)
La neolingua attacca il pensiero e lo distrugge: "Winston sentiva che si era
prodotto come un vuoto, come se gli fosse stato tolto un pezzo di cervello".
Il totalitarismo azzera la rivoluzione azzerando l'individualita', perche'
solo il pensiero del Grande Fratello deve echeggiare nella testa vuota: "Ora
tutto era definitivamente sistemato, la lotta era finita. Egli era riuscito
vincitore su se medesimo. Amava il Grande Fratello".
Federico Orlando scriveva: "Oggi la neolingua dei governanti ha gia'
modificato il significato di molte parole chiave; chiama 'riforma' la
distruzione dei diritti e 'conservazione' la difesa dei diritti; 'amore' il
privilegio della maggioranza e 'odio' il pensiero dell'opposizione; chiama
'guerra civile' la giustizia e 'democratici' i tangentisti o 'liberali' i
plutocrati; 'pluralismo' l'accentramento mediatico; 'popolo' i propri
elettori; 'sovranita' popolare' il furto della stessa ecc."
Le parole non sono solo suoni e significati, sono passioni. E le passioni
sono facili da gestire. (Prendiamo il linguaggio berlusconiano: definisce il
congresso DS 'tempio dell'odio', ogni critica 'campagna d'odio', FI
'partito dell'amore'. Gli avversari del capo sono 'invidiosi'. Lo stesso
Bush accusa gli islamici di essere 'invidiosi' dei valori statunitensi.
Scrive Fabio Mussi: "La neolingua opera per cancellazione di memoria dovuta
all'uso, abuso e disuso di parole chiave dell'esperienza storica. La parola
'liberta'' viene usata ormai comunemente per connotare stati di arbitrio,
privilegio, indebolimento dei vincoli di legge, affermazione di interessi
particolari, eccezione agli obblighi derivanti da un'etica condivisa.'liberi'
sono i piu' furbi e i piu' spregiudicati.. in questo contesto la giustizia
diventa 'guerra civile'» e i giudici sono 'comunisti', o 'sovversivi',
mentre i cittadini che protestano e chiedono giustizia diventano
'antipolitici'. Simmetricamente, vanno in disuso parole bollate dalla
Costituzione come 'fascismo' o 'fascista', che diventano famigliari dunque
accettabili.
Chi parla la neolingua dimentica il buon senso e la storia. C'e' una parte
dell'opinione pubblica convinta che, si', in Italia un giorno ci fu la
dittatura, ma la dittatura comunista. E crede che il partito che ha piu' a
lungo governato l'Italia nel dopoguerra sia il Pci e che lo stesso abbia
avuto costantemente il monopolio televisivo.
La neolingua mischia, confonde, inverte i significati. Falsifica gli eventi,
crea una storia parallela di pura invenzione che sembra piu' attendibile di
quella reale... 'Riforma' e' il superamento dell'articolo 18 dello Statuto
dei lavoratori o e' un progetto fiscale destinato a redistribuire alla
rovescia con un vantaggio secco per i piu' ricchi, o e' un'idea dell'immigrazione
impregnata di pregiudizi xenofobi e razzisti o una deregulation nel campo
delle opere pubbliche che comporta la convivenza con la mafia ecc. Non c'e'
idea folle che lavorandoci sopra non diventi normale.
Bossi lancia lo slogan: "Riformare, riformare, riformare". Il Capo del
governo si presenta come Grande Riformatore, dipanando persino la retorica
del "Nuovo Rinascimento" italiano, che altro non e' che riproposizione
fascista. Ma una volta imposto che "riforma e' bello", e che "il paese ha
bisogno di riforme come della vita", chi dissente, e' "contro le riforme" e,
dunque, "gioca contro l'Italia", non importa piu' che la Riforma sia in
realta' distruzione delle regole e dei diritti, all'opposizione non restera'
altro che presentarsi anch'essa come "Partito Riformista".
Se la neolingua si afferma in via definitiva, e' chiaro cosa potrebbe essere
inciso sulla luccicante piramide del nostro nuovo e ipotetico "1984": Il
potere e' amore/La liberta' e' privilegio/La giustizia e' arbitrio.
Per imporre la neolingua c'e' bisogno dei mezzi di comunicazione che
creeranno un'altra comunicazione, dunque un altro pensiero, il pensiero
embedded. Ecco perche' esplodera' inevitabile l'ossessione del controllo
dei media producendo la prima causa di sofferenza della democrazia: la
comunicazione controllata per controllare.
Qui allora bisognerebbe porci l'interrogativo che ci riguarda: quale lingua
dovrebbe parlare una vera opposizione politica e culturale nel nostro Paese?
Ma questo e' gia' un altro discorso.
Il bispensiero si impone innanzitutto ai piu' alti gradi del partito. Ogni
suo membro deve essere in grado di sostenere la mistica del paradosso (vedi
Giovanardi o Bondi o Ferrara). Si parla di mistica non occasionalmente ma
perche' dove cessa la ragione subentra l'adesione e che il fanatismo sia d'accatto
o di fede o opportunistico non fa differenza, purche' l'adesione sia
incondizionata e acritica. E che tale mistica passi indifferentemente dal
campo religioso a quello ideologico e' anche necessario sia perche' le
modalita' strutturali sono le stesse, ricadendo nell'irrazionale fideistico
o di interesse, sia perche' le chiese sono elementi di conservazione e
reazione dunque stanno dalla parte del potere forte che conserva inalterato
se stesso e parla non alla testa dei cittadini ma alla pancia dei sudditi.
Gli affiliati al partito devono essere pronti a dire tutto e il contrario di
tutto, sempre senza emozioni (Bondi), padroni degli altri ma privi di
identita' personale (Schifani). Praticamente essi stessi non sono persone
identificate ma strumenti che il potere ha divorato e ristrutturato. Sono
totalmente spersonalizzati e alienati, strumenti e servi della propaganda.
Con la propaganda si puo' fare a un popolo di tutto, convincerlo a fare
tutto, la gente deve smettere di pensare e deve credere cio' che vuole il
Partito unico. Deve riconoscersi nell'identita' che il governo vuole per
essa, cosi' che ognuno sia puntello del regime. Il regime sara' introiettato
e ognuno lo difendera' come se stesso.
Zavoli scrive: " Se un popolo e' sistematicamente distratto da centinaia di
canali televisivi, acquietato dagli ansiolitici, appagato dal consumismo,
illuso dai modelli di successo.. e' verosimile supporre che sia un popolo in
cui l'uomo non ha piu' paura di nulla, non gode piu' di niente, ignora
origine e destino, crede senza fede ne' ragione, esiste in quanto appare e
uccide senza rimorsi".
Ma semrba che nell'antisocieta' descritta da Orwell ci siamo dentro mani e
piedi; nella grande truffa mediatica ci sono non solo i regimi di Stalin e
Hitler, ma tutti gli eventi conoiscuti, la prima guerra del Golfo, che e'
stata una grande truffa in diretta televisiva, la guerra del Kossovo che e'
stata presentata come una necessita' etica, la guerra in Afghanistan giusta
reazione al terrorismo, la guerra all'Irak in nome di inesistenti armi di
sterminio di massa.
E non manca oggi la Psicopolizia (GESTAPO, CIA, KGB, SISMI e compagnia
bella), non manca lo schermo in ogni casa che ribadisce il pensiero
precostituito, perfettamente omologato tra destra e sinistra, non manca l'inzombimento
del paese sotto il martellamento della pseudoinformazione e dei modelli
deteriori, ne' il controllo sulla stampa, sui telefoni, su internet. il
totale dominio sui media, il veto sulle notizie che provengono dai fronti di
guerra, la cacciata dagli stessi di tutti i gruppi di volontari, la
disinformazione sistematica della stampa, i tentativi censori sul web, le
pene ai giornalisti che rivelano parti di processi sia pure pubbliche e non
piu' coperte da segreto istruttorio, il veto a qualsiasi raccolta o
pubblicazione di intercettazioni telefoniche su politici ecc., tutta quella
serie di leggi che destra e sinistra hanno perpetrato per la soppressione
graduale della liberta' (in USA il Patrioct Act ha perpetrato ogni sorta di
attentati alle liberta' costituzionali in nome del terrorismo) e infine la
demonizzazione o l'imbavagliamento dei dissidenti fino ad arrivare alla loro
distruzione fisica.
Il potere perpetua se stesso. "Tutte le fedi, i gusti, le emozioni, gli
atteggiamenti mentali che caratterizzano il nostro tempo, hanno lo scopo di
sostenere la mistica del Potere", dice Orwell.
E sul protagonista: "...quel che piu' lo tormentava e che non era mai
riuscito a capire chiaramente era per quale ragione quell'enorme impostura
era stata messa in moto. I vantaggi immediati della falsificazione erano
palesi, ma il fine ultimo era avvolto nel mistero." Egli si diceva
continuamente: "Capisco COME, non capisco PERCHE'."
Il potere per il potere diventa la grande ombra che smuove il mondo, anche
al di la' del possesso e del privilegio. Individui paranoici conducono gli
altri imprigionandoli nella loro follia: Ceaucescu, Franco, Hitler,
Pinochet, Mao, Stalin, Saddham, Khomeini, Sharon, Bush. E Orwell non parla
di altri strumenti di coartazione, non indica il nazionalismo esclusivista,
la retorica patriottarda, il fanatismo religioso, la mistica calcistica, l'indottrinamento
ideologico, l'identificazione di ruolo, l'ideocrazia. ma se l'uomo vuol
tornare un essere pensante, occorre che si svincoli da questi elementi
stritolanti.
Esistono archetipi negativi che conducono gli uomini oltre se stessi anche
nel Male, per scopi a cui gli stessi governanti sono succubi, mostrando,
nella loro miseria, come siano essi i primi a rinunciare ad ogni liberta' e
ad ogni rivendicazione umana.
Forse uno dei segreti della liberta' non e' sostituire una cupa ideologia
con un'altra o un cupo fanatismo con un altro non meno truculento e
divisorio, ma riprendersi la facolta' di ridere, la capacita' di
sbeffeggiare il Potere ovunque esso si manifesti, anche in quelli che
vogliono combatterlo, la capacita' di produrre e salvaguardare il pensiero
alternativo.
giovedì 14 giugno 2007
aNobii
Dal sito Fra cielo e Terra ho preso questo link ad aNobii una sito dove puoi creare la tua libreria virtuale: inserisci i libri che hai letto, puoi dare un voto, inserire una recensione, segnare quando l'hia iniziato e finito...molto ma molto bello, ben fatto, facile da usare... Andate a vedere la Kyra l'elfo's Libreria
venerdì 11 maggio 2007
Qualcosa di allegro
Il 21 luglio 2007 uscira' l'edizione inglese del settimo e ultimo libro della bellissima saga di Harry Potter "Harry Potter and the Deathly Hallows". E l'Italia? Ancora orfana di titolo a più di un mese dall'annuncio di quello in lingua originale, può solo ipotizzare una data di uscita basandosi sulle esperienze dei volumi precedenti: nel 2005 il Principe Mezzosangue versione anglofona uscì anch'esso a luglio e Salani lo mise in vendita all'Epifania!!! E' probabile che dalle nostre parti il settimo libro non si renda disponibile prima di Natale o ad Halloween.
Ma c'è chi ha già pensato di pubblicare online una petizione per convincere la Salani a pubblicare la versione tradotta in tempi accettabili
http://www.petitiononline.com/HPDHITA/petition.html
Firmate!!!!
Intanto ecco alcune curiosita' trovate qua e la per la rete
Nell'originale inglese, i G.U.F.O. ( Giudizio Unico per Fattucchieri Ordinari) si chiamano O.W.L. (appunto gufo), e cioè Ordinary Wizarding Level.
Nell'originale inglese, i M.A.G.O. (Magia Avanzata Grado Ottimale) si chiamano N.E.W.T. (salamandra,tritone), (Nastily Exhausting Wizarding Test).
Albus Silente: deriva dal latino e significa "bianco", forse non indica solo la barba ma anche la saggezza del personaggio. "Silente" è una pessima traduzione di "Dumbledore". La traduttrice si è rifatta al "dumb" del nome, che significa muto, ignorando però che "dumbledore" significa "calabrone" in antico inglese. La Rowling ha scelto questo nome perchè le piaceva l'idea di Silente che camminava canticchiando tra sé.
Delacour, Fleur: in francese significa "fiore della corte", un nome adatto a una fanciulla di nobile contegno.
Hagrid: in dialetto inglese, se sei stato "hagrid", vuol dire che hai passato una brutta nottata, cioé ti sei ubriacato (si riferisce alla tendenza di Hagrid ad alzare il gomito).
Piton, Severus: Il suo nome originale è Snape, che è un altro villaggio inglese, ma si gioca sull'assonanza con "snake", cioè "serpente".
Riddle: significa "Enigma" in inglese. Tom Orvoloson Riddle, anagrammato, diventa "Son io Lord Voldemort". In Inglese, Tom Marvolo Riddle diventa "I am Lord Voldemort".
Voldemort: in francese significa "ladro di morte", cioè uno che sfugge alla morte. Nel Medioevo esisteva un mago oscuro chiamato Voldemortist. Secondo la leggenda ha cercato di distruggere Merlino prima dei tempi di re Artù (il signor Weasley?), ha fatto un incantesimo alle persone buone e corrotto i cattivi. Merlino avrebbe ucciso Voldemortist usando un semplice incantesimo paralizzante (Petrificus Totalus?) e dandolo in pasto al cane con più teste (Fuffy?) del lago, che era l'animaletto della Dama del lago (la Piovra Gigante?). Merlino avrebbe poi liberato i buoni e ucciso i cattivi. Questo sarebbe successo 12-13 anni prima di re Artù (guarda caso gli stessi anni che sono passati dalla distruzione di Voldemort a quando Harry ha iniziato la scuola).
