Come sempre, trovo Jacopo Fo intelligente ed originale, copio, incollo e sottoscrivo questo post del suo blog http://www.jacopofo.com di oggi
Sostenere o no il governo Prodi? Questo è il dilemma. Rispondo a Giacomo.
Ecco la letera di Giacomo
Caro Jacopo,
sono stato iscritto al Cacao della domenica per diversi anni,
leggendoti qua e là a scappatempo, spesso con interesse, a volte meno.
Ma stasera mi son cancellato. Magari è impulsivo, chissà,
ma il tuo sostegno a Prodi, di questi tempi e a questi costi,
non lo capisco proprio più e non posso condividerlo; se la barca è questa, che affondi pure.
E si salvi chi può.
L'Universo è in continua trasformazione, il cambiamento è inevitabile,
mentre la perdita di un livello accettabile di decenza, a livello umano e istituzionale,
può e deve essere evitata, a tutti i costi. E credo che questo governo e il suo presidente
abbia perso da tempo qualsiasi traccia della scarsa decenza che aveva in origine.
Ovviamente, è il mio punto di vista. Supportato dall'evidenza di troppi fatti.
So che continuerò a incrociare le tue tracce, e immagino sarà più un piacere che un disturbo,
ma sto scegliendo con determinazione di nutrire solo cose e persone
che vibrano in risonanza con quello che vivo e che sento,
e questo governo di risonante con me mai niente ha avuto, e l'idea di sostenere
chi sostiene un governo oramai completamente insostenibile non mi va proprio...
Buona Vita.
Un Abbraccio in Bellezza,
Giacomo
Caro Giacomo,
grazie per la tua lettera piena di affetto.
La tua critica, chiara e ragionevole centra esattamente il problema di questo momento.
Siamo di fronte a un bivio e non pochi la pensano come te. Lo vedo dalle reazioni di molti che si sono allontanati da questo blog proprio perché non condividono questa mia scelta netta.
Ma siamo di fronte alla possibilità che una nuova strategia venga scelta dal movimento e non mi posso quindi sottrarre al dovere di dire come la penso, anche se questo comporta un calo di consensi.
Io credo sia necessaria una politica di alleanze per ottenere alcuni cambiamenti indispensabili per sbloccare la tragica situazione italiana.
Attenzione non sto proponendo di abbracciare la linea socialdemocratica e abbassare le pretese.
Sto solo sostenendo che la rivoluzione deve misurare ogni passo perché stiamo camminando sul baratro.
Il governo Prodi non è un governo buono. Non è il governo che sogniamo. Non realizzerà le nostre aspirazioni. Ma il governo Prodi è comunque indispensabile in questa fase perché è l'unica entità che oggi ha l'interesse e la forza di scompaginare i giochi e farci fare un passo (almeno uno) fuori dalla cappa che ci opprime.
Oggi perfino una parte della borghesia ha capito che l'Italia affonda se mantiene questo livello di spreco, corruzione, catene vaticane, burocrazia, evasione fiscale, non funzionamento della giustizia.
In questo momento la rivoluzione non è alle porte ma possiamo sperare di raggiungere un livello Svedese di democrazia.
Questa idea non mi viene perché tutto va bene ma proprio da una valutazione drammatica del momento in cui stiamo vivendo.
L'Italia rischia veramente di finire in una crisi simile a quella dell'Argentina. Abbiamo un drammatico bisogno di modernizzare il nostro sistema economico bloccato dalle pastoie burocratiche e dalle corruttle.
E credo veramente che una parte del capitalismo italiano sia interessata a rinnovare la situazione perché si rende conto che il sistema Italia sta per collassare per asfissia monopolistica.
Io credo che l'unica possibilità per evitare la catastrofe sia allearsi con questa parte della borghesia che Prodi rappresenta.
Questo non vuol dire fare sconti a Prodi sull'indulto e altre cagate.
E mi sembra che noi non si sia smesso di parlare chiaro.
La battaglia sulla legge sul finanziamento del solare, scomparsa all'ultimo momento dalla finanziaria, prima di Natale, lo dimostra. E abbiamo pure vinto su tutta la linea!
Caro Giacomo, la mia priorità oggi è evitare una catastofre economica che verrebbe pagata innanzi tutto dai lavoratori e dalle fasce deboli.
Io credo che un rapporto conflittuale con il governo che però non gli tolga il sostegno, sia oggi indispensabile.
E' un'irrinunciabile strategia delle alleanze.
Ma dietro c'è un altro grosso problema.
Centrale in questa fase storica.
La logica dei ribelli degli anni settanta è oggi improponibile.
Proprio perché siamo in un momento storico esplosivo è possibile un salto delle coscienze. Ma solo se abbandoniamo la logica della faida contro i malvagi e iniziamo a costruire un'alternativa concreta possiamo comunicare, coi fatti, il cambiamento.
Oggi dobbiamo fare, non gridare nei cortei.
Oggi la battaglia non può avere come semplice bersaglio la base di Vicenza. E' un obiettivo giusto ma scentrato, minimalista e difficilmente realizzabile al contempo.
Oggi siamo nella possibilità di mirare a un grande movimento per la Democrazia Energetica. Che non la CHIEDA ma la METTA IN PRATICA.
Fra due mesi milioni di lavoratori dovranno scegliere che fare del loro Tfr.
Nessuno è ancora riuscito a realizzare una proposta di investimento previdenziale basata sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Ma possibile? Con tutte le cooperative che abbiamo?
Oggi investire in fonti energetiche ecologiche è la cosa più sicura, il prezzo dell'elettricità è garantito addirittura dallo stato. Oggi milioni di pacifisti italiani hanno i loro denari depositati nelle banche che li usano per finanziare l'inquinamento, la guerra, la fame e la delocalizzazione.
E in più i lavoratori rischiano di veder sparire i loro risparmi (Parmalat!).
Questo denaro potrebbe finanziare, in modo sicuro e redditizio per i lavoratori, un'enorme rivoluzione energetica, allentando il bisogno di gas e petrolio del nostro paese. Vorrebbe dire andare direttamente a togliere dalle tasche dei guerrafondai i soldi!!!
Questo è il centro della questione.
Oggi possiamo e dobbiamo affrontare l'enorme battaglia di costruire la Democrazia Energetica nei fatti. Togliere nei fatti l'ossigeno alle Multinazionali del Dolore.
Trent'anni fa non esistevano le tecnologie per farlo, né per comunicarlo.
OGGI POSSIAMO!!!
Ma per riuscirci abbiamo bisogno di spazi di manovra, di alleanze.
Oggi è possibile creare un grande movimento di ecologisti concreti che combattono la dittatura del petrolio con i mulini a vento. Ma è possibile perché c'è il governo Prodi. Con il Silvio te lo sognavi!
Ma mettere al primo posto la costruzione di simili forme di risparmio significa abbandonare la cultura dello scontro di piazza e passare all'idea, nuovissima, che per cambiare il mondo ci serva mettere insieme non la rabbia ma le capacità professionali.
Ma questo comporta credere veramente che nella storia sia all'opera un meccanismo positivo che ci sta portando avanti nonostante tutto.
E per questo nelle ultime settimane ho rotto le scatole con il progetto di un libro che dimostri che non è vero che negli anni 50 si stava meglio di oggi.
E ho raccontato perché sono andati in crisi i modelli scientifici incentrati sul meccanicismo darwinista e sul Dna che determina tutto.
C'è una nuova visione che si stà facendo avanti e su questa dobbiamo portare la discussione.
C'è di mezzo la questione di trovare una fede nella positività del mondo, la fiducia nella comicoterapia, nell'amore, nella collaborazione.
Il Movimento in Italia è perdente perché imprigionato dalle logiche del pensiero lineare. Le logiche dei leader, delle scissioni, dello scontro, della mistica delo sconfitto e de l martire.
Ma questa non è una battaglia che possiamo perdere, il pianeta altrimenti fra cinquant'anni sarà una palla sterile.
Il concetto di fondo è che anche se questo momento è terribile e il rischio totale la storia sta andando verso il compimento di un disegno immenso e geniale. La storia va proprio nella direzione che vogliamo noi, ha un senso dentro e noi speriamo di averlo capito. Comunque ci mettiamo al suo servizio. Per questo possiamo azzardarci a una politica (rischiosa e difficile) di alleanze. Per questo riusciamo su questa via a ottenere grandi risultati nonostante tutto.
La questione della Missione in Afghanistan è un esempio. Il mio articolo di qualche giorno fa ha fatto incazzare molti: come fai a essere contro la guerra e sostenere la missione?
Molti mi hanno deriso per la mia idea di riuscire a partecipare alla missione, rivoluzionando il senso della nostra presenza, incentrandola sulla creazione di una commissione di inchiesta sui crimini contro l'umanità perpetrati dagli Usa.
Ma invece l'idea coglieva il nocciolo della questione. E questa è diventata la posizione ufficiale del governo, ribadita da D'Alema con una richiesta uffciale di costituire questa commissione di inchiesta.
Ed è ovvio che il peso di quei pochi che da tempo battono su questa linea, insieme alla tragica evoluzione dei fatti, ha influito su questa scelta.
Ovviamente servirebbe che molti si mettessero a spingere in questa direzione, ma troppi rinunciano perché hanno orrore di trovarsi a braccetto con Baffetto.
Si tratta a mio avviso di un errore disastroso. Se ci lasciate qui a spingere e a tirare sul governo e non ci date una mano, non ce la possiamo fare.
Le nostre forze sono esigue…
Per questo, caro Giacomo, imploro te e tutti i compagni incazzati come te a riflettere e discutere su questa questione.
Vogliamo fermare la guerra o vogliamo solo condannare la guerra?
Son o due cose diverse.
La differenza si traduce nella morte di migliaia di innocenti e in sofferenze atroci. Se vogliamo fermare veramente la guerra dobbiamo saper cogliere tutte le contraddizione nel fronte dei guerreggianti e sfruttarle fino all'ultimo particolare.
E saper immaginare un percorso fatto di tappe successive. Non si arriva al traguardo in un solo passo.
Certo anche lottare contro la base di Vicenza è importante e fa parte di questo percorso. Ma non può essere solo questa la tipologia dell'azione.
E dobbiamo saper trovare anche alleati e compagni di strada...
E dobbiamo al contempo agire sulle cause, praticare l'alternativa al petrolio, il risparmio etico, il commercio solidale, i consumi consociati ecologici.
Queste sono le azioni che determinano risultati.
Il resto è rabbia che resta sterile.
Ci serve un nuovo modello mentale.
Quello che abbiamo utilizzato fin'ora non può portarci oltre.
Abbiamo bisogno di una nuova musica per sognare una rivoluzione diversa.
Che Guevara era bellissimo ma non è creando 100 Vietnam che si cambia il mondo.
Il Che è morto prima di vedere cosa è successo a Cuba e in Vietnam.
Il Vietnam, vince perché spara, ma poi fa schifo viverci.
Jacopo Fo
giovedì 8 marzo 2007
Sostenere o no il governo Prodi?
mercoledì 7 marzo 2007
Dodici punti inutili
Copio incollo e sottoscrivo
Da http://www.Carta.org
La redazione di Carta ha deciso- forse per la prima volta - di assumere un atteggiamento comune, frutto della discussione tra di noi, sulla crisi di governo, i suoi esiti e le sue cause. Ci pare che quel che è accaduto dopo il voto sulla politica estera abbia un significato che va al di là degli aggiustamenti politici e parlamentari o nella composizione del governo. Accade cioè che la frattura tra sistema politico della rappresentanza [e dei partiti] e società reale si è ulteriormente allargata. Ovvero, quel che, nell'anno precedente e in quello successivo alle elezioni politiche, era stato messo tra parentesi dal desiderio del grande elettorato di centrosinistra di porre fine all'avventura berlusconiana, è oggi diventato molto più evidente.
Il fatto non è solo che le attese suscitate dalle primarie o dal programma dell'Unione, o dalla stessa partecipazione al governo della "sinistra radicale", sono state deluse. Si tratta, più in profondo, della sconnessione tra i movimenti sociali e cittadini che disegnano, con le loro lotte e le loro sperimentazioni, un altro genere di democrazia e di economia, e la cieca ostinazione con cui i politici dell'Unione rivendicano - nella quasi totalità - il loro potere di decidere nonché il dominio della "crescita" economica. I dodici punti che Prodi ha imposto ai partiti alleati come condizione per proseguire ne sono un riassunto molto efficace: accentramento della decisione addirittura in un uomo solo; "grandi opere" [la Tav, i rigassificatori, le "liberalizzazioni"] come priorità assolute; rispetto cieco delle "alleanze internazionali" [la base di Vicenza, l'Afghanistan]. Qualcuno di noi dice: è come se il governo, che aveva già azzerato la mediazione con le reti sociali, avesse eliminato il dialogo anche al proprio interno, costituendosi di fatto in consiglio d'amministrazione, in un organismo plasmato sul solo scopo di "fare ciò che va fatto".
Tutto questo non è frutto di "tradimento": è piuttosto l'effetto di quel che libri come quello di Paul Ginsborg ["La democrazia che non c'è"] o di Danilo Zolo ["Da cittadini a sudditi": si veda l'intervista in pagina 21], solo per citare gli ultimi due sul tema, analizzano in modo difficilmente contestabile: è la crisi della democrazia rappresentativa a scala nazionale, i cui poteri si stanno dileguando a causa del predominio dei poteri del liberismo globale. Ciò che poi comporta applicazioni "locali". Perché la Tav in Val di Susa, i rigassificatori e le "liberalizzazioni" sono così importanti da comparire tra le dodici priorità del paese, mentre scompaiono il lavoro e i diritti civili? La risposta è che "grandi opere", energia [fossile] e privatizzazione dei servizi pubblici sono i "mercati" nei quali il grande capitale [italiano e non solo] sa di avere le maggiori opportunità di remunerazione. E questo, agli occhi dei governanti del centrosinistra, equivale a favorire la "crescita", a fermare il "declino" del paese. In sostanza, i politici sono gli agenti, i terminali - nelle istituzioni - di quei poteri economici.
Perciò la competizione politica, le "alternative" che i diversi schieramenti dovrebbero proporre, non sono in verità tali: ai cittadini, agli elettori, viene proposto solo il ruolo di "fan" di proposte politiche diventate - dice Zolo - campagne pubblicitarie.
Questo non significa che un governo Berlusconi o un governo Prodi siano la stessa cosa. Nel secondo caso, vi sono per i movimenti della società - come abbiamo potuto talvolta vedere in questi mesi, su vari temi - maggiori possibilità di influire, di ottenere compromessi. Con la destra al governo, lo abbiamo sperimentato tra il 2001 e il 2006, tutto sarebbe peggiore. La "sinistra radicale", ma anche altri settori o personalità dell'Unione, sono meno impermeabili, come la ribellione dei parlamentari veneti contro la base di Vicenza mostra. Ma quel che la crisi di governo dovrebbe suggerire, secondo noi, è che sempre più l'onere del cambiamento pesa sui movimenti sociali, sulla loro capacità di allargare consapevolezza e modi di azione ad intere comunità, come è accaduto in Val di Susa e a Vicenza e come con il tempo sta accadendo in molti altri luoghi. Dovrebbe quindi suggerire che al governo bisogna guardare con disincanto, non aspettandosi risposte definitive, né prendendolo come causa di tutti i mali.
Il punto di vista che cerchiamo di adottare, nel guardare alle vicende della politica, è quello dei valsusini e dei vicentini. I quali sono ovviamente furiosi con i loro "rappresentanti": in Val di Susa i tre partiti della "sinistra radicale" hanno ottenuto oltre il 40 per cento dei voti, alle politiche, perché promettevano un'opposizione ferma alla Tav: non li hanno avuti perché i cittadini fossero di colpo diventati "comunisti" o "verdi". Ma quelle comunità, così come non stanno difendendo il loro "cortile" bensì il grande cortile in cui tutti noi viviamo, raccontano a tutto il paese un altro possibile modo di vivere, ossia la possibilità di un'altra economia, di un'altra democrazia e di un'altra idea della pace. E il loro messaggio è arrivato già tanto lontano, da rendere l'azione del "consiglio d'amministrazione" molto difficile. Anche perché gran parte dei politici dell'Unione non vede, e se vede non capisce, quel che sta accadendo nella società. Perciò pensano che basti vincolare la "sinistra radicale" all'obbedienza ai comandi della "crescita" per poter procedere con basi, Tav, rigassificatori, ecc.
Si sbagliano, come i prossimi mesi dimostreranno.
giovedì 22 febbraio 2007
News dal resto del mondo
Notizie buone:
Il premio Nobel per la pace Rigoberta Menchú si candiderà alle elezioni presidenziali che si terranno a settembre nel suo paese, il Guatemala.
http://www.assobdm.it/modules/news/article.php?storyid=940
Muhammad Yunus fonda un partito politico in Bangladesh
http://www.jacopofo.com/?q=node/2641
http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=77234
Ecco due persone che possono davvero fare la differenza: due premi nobel per la pace che prestati alla politica possono cambiare qualcosa (mi viene da piangere pensare a Prodi, D'Alema e Fassino!!!!).
…e cattive:
Jhon Negroppnte diventera' il numero due del Dipartimento di stato americano e ha gia' dichiarato: "Bisogna che gli Stati Uniti assumano un ruolo piu' attivo nella regione (sud america) per contrastare l'influenza del presidente venezuelano Chavez che sta minacciando la democrazie nell'emisfero".
E come la minaccia? Forse nazionalizzando i pozzi i petrolio!!! La faccia tosta non ha limiti! Negroponte famoso per il suo appoggio ai contras condannato dall'ONU come terrorismo, per la sistematica violazione dei diritti umani in Honduras e nel Salvador parla di minacce alla democrazia da parte di un presidente che riprende le ricchezze della sua terra rubate dalle multinazionali!!!!
Bha! Speriamo bene……
mercoledì 21 febbraio 2007
Solare!!!! finalmente
Finalmente qualche buona notizia dal governo, il fotovoltaico e' realta'. Allego due artcoli: uno da VITA e uno dal blog di Jacopo Fo che propone un gruppo di acquisto solidale per i pannelli solari, molto interessante: leggete e aderite!!!!
http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=77097
http://www.jacopofo.com/?q=node/2662
martedì 13 febbraio 2007
Afghanistan, guerra senza veli
Per tutti i fautori dell'intervento in Afghanistan consiglio la visione di questi video, inutile ripeterlo ma le missini di pace sono sempre di guerra!!!
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=7306
Non c'entra ma per fare anche qualcosa di positivo oltre che lamentarsi, allego il link alla petizione lanciata da Medici senza frontiere perche' la Novartis ritiri la causa contro il governo indiano per la produzione di farmaci generici
http://www.msf.org/petition_india/italy.html
lunedì 12 febbraio 2007
DICO ma non faccio
Non voglio entrare nel merito dei DICO, perche' ne ho gia' parlato in altri post, in questo voglio solo dire che e' stato un fine burlone quello che ha chiamato "Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi" DICO, togliendo i doveri!!!
Secondo: credo che al dila' delle ideologie sia una mossa per spostare l'attenzione dai veri problemi: leggo sul corriere di oggi che: "Le coppie di fatto in Italia sono 564 mila (rilevazione al 2003), il 3,9% del totale delle coppie", mi sembrano pochine per preoccuparsene tanto!!!!!! ma cosi' non si parla di guerra, di conflitto di interessi, di legge elettorale, di concentrazione dell'informazione, di energia ecc. ecc.
E per non parlare sempre di aria fritta ecco il link al testo completo:
http://www.donvitaliano.it/?p=395
mercoledì 7 febbraio 2007
Guerra e sinistra: che delusione!!!
Il governo di centro-sinistra ci ha nuovamente deluso: ancora militarizzazione del territorio, sudditanza agli USA, spese militari: insomma nessuna politica nuova.
Pareva che D'Alema avesse cambiato un poco la politica estera, ma forse piu' di tanto non riesce a fare.
Allargamento della base di Vicenza, costruzione nuovi caccia, aumento delle spese militari (e diminuzione di quelle sociali): insomma peggio della destra.
I poteri forti, lo sappiamo, sono difficili da toccare, e in questo periodo l'industria della guerra e' una delle piu' fiorenti, quindi le pressioni sono sicuramente fortissime, ma dare qualche segnale di cambiamento non mi sembrava cosi' difficile; in epoca di tagli, ridurre le spese militari non penso avrebbe causato uno shock cosi' potente nei costruttori di armi e avrebbe avuto il plauso di molta parte della popolazione italiana. Allargare la base, poi, non e' una cosa cosi' importante me e' il simbolo che conta e il modo: avere in Italia la base americana piu' grande d'Europa puo' essere un problema anche di sicurezza, e dire che e' un problema di urbanistica (Prodi) e' quantomeno penoso e irrispettoso della popolazione: e' chiaro che e' un problema di politica estera!
Allego un po' di documenti:
Uno stralcio dal programma dell'Unione: "Per il bene dell'Italia" (sigh!)
Per il bene dell'Italia
Due sono le questioni fondamentali di cui dovremo tenere conto: la nuova rilevanza geo-strategica del sud del Mediterraneo e la necessità di una significativa ridislocazione di enti e reparti nel meridione italiano, nelle regioni dove si registra la quasi totalità del reclutamento dei volontari. In questo quadro reputiamo necessario arrivare ad una ridefinizione delle servitù militari che gravano sui nostri territori, con particolare riferimento alle basi nucleari. Quando saremo al governo daremo impulso alla seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari, coinvolgendo l'Amministrazione centrale della Difesa, le Forze Armate, le Regioni e gli Enti Locali, al fine di arrivare ad una soluzione condivisa che salvaguardi al contempo gli interessi della difesa nazionale e quelli altrettanto legittimi delle popolazioni locali.
IL GIORNALE che ci sfotte
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=151555
Il comunicato stampa di Mons.Fernando Charrier Vescovo di Alessandria e di Mons.Tommaso Valentinetti Arcivescovo di Pescara-Penne
http://italy.peacelink.org/paxchristi/articles/art_20169.html
Il comunicato di Pax Christi
http://italy.peacelink.org/paxchristi/articles/art_20062.html
Un articolo di Vita sulla costruzione dei nuovi caccia
http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=76135
e un sempre interessante intervento di Jacopo Fo
http://www.jacopofo.com/?q=node/2579
martedì 30 gennaio 2007
Papalagi
Mi e' stato girato dal caro Martino questo interessantissimo link a:
"Papalagi - Discorsi del capo Tuiavii di Tiavea delle isole Samoa"
http://www.freaknet.org/martin/libri/Papalagi/papalagi.html
lunedì 22 gennaio 2007
E' morto l'Abbè Pierre
L'abate, simbolo del cattolicesimo francese, aveva 94 anni. E' deceduto all'ospedale Val de Grace di Parigi
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/22/abbe_pierre.shtml
martedì 12 dicembre 2006
5 x mille
Firma anche tu all'indirizzo http://web.vita.it/5permille