lunedì 31 luglio 2006
Il Papa e la guerrra Israelo Libanese
"Il nostro strumento principale è la preghiera". "Naturalmente il nostro è un grido non soltanto a Dio, ma anche agli uomini". "Non taciamo. Facciamo il possibile per arrivare alle orecchie dei potenti".
"Dinanzi all'incendio che divampa, insanguinando il Medio Oriente, abbiamo un dovere cogente e urgente, irrinunciabile: impetrare da Dio il dono della pace. "Non domani o dopodomani, ma oggi!, subito!".
"Né gli atti terroristici né le rappresaglie, soprattutto quando vi sono tragiche conseguenze per la popolazione civile, possono giustificarsi".
"Sono particolarmente vicino alle inermi popolazioni civili, ingiustamente colpite da un conflitto di cui sono solo vittime, in particolare la grande moltitudine di libanesi che ancora una volta vedono distrutto il loro paese e hanno dovuto abbandonare tutto e cercare scampo altrove".
"Voglio riaffermare il diritto dei libanesi all'integrità e sovranità del loro Paese, il diritto degli israeliani a vivere in pace nel loro Stato e il diritto dei palestinesi ad avere una patria libera e sovrana". (Angelus 24 luglio 2006)
"Dinanzi all'incendio che divampa, insanguinando il Medio Oriente, abbiamo un dovere cogente e urgente, irrinunciabile: impetrare da Dio il dono della pace. "Non domani o dopodomani, ma oggi!, subito!".
"Né gli atti terroristici né le rappresaglie, soprattutto quando vi sono tragiche conseguenze per la popolazione civile, possono giustificarsi".
"Sono particolarmente vicino alle inermi popolazioni civili, ingiustamente colpite da un conflitto di cui sono solo vittime, in particolare la grande moltitudine di libanesi che ancora una volta vedono distrutto il loro paese e hanno dovuto abbandonare tutto e cercare scampo altrove".
"Voglio riaffermare il diritto dei libanesi all'integrità e sovranità del loro Paese, il diritto degli israeliani a vivere in pace nel loro Stato e il diritto dei palestinesi ad avere una patria libera e sovrana". (Angelus 24 luglio 2006)


















