mercoledì 29 marzo 2006
Alcune considerazioni politiche in vista delle elezioni
Parto da Berlusconi: non riesco a capire il suo comportamento di questi giorni, cosi' all'attacco, cosi' duro con tutti a limite della follia: le possibilita' sono due: o e' una strategia studiata, che cerca di prendere voti mostrandosi forti e decisi oppure, cosa secondo me piu' vera, il premier 'gliel'ha data su', ormai sa di aver perso e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Questa seconda ipotesi secondo me e' piu' realistica anche alla luce della considerazione fatta non so piu' da chi per cui queste elezioni le deve vincere la sinistra perche' e' l'unica che puo' fare le politiche impopolari che serviranno per rilanciare l'Italia, la destra sarebbe troppo osteggiata, la sinistra invece puo' permettersi piu' cose potendo contare sull'appoggio (piu' o meno consapevole) di sindacati e associazioni.
Passo ora a Prodi: mi pare sia migliorato dal lato dell'immagine: il suo messaggio di serenita' e rilancio dell’Italia mi pare possa attirare voti, anche il non rispondere ai vaneggiamenti di Berlusconi denota lucidita' politica. Detto questo pero' il suo messaggio reale, politico, mi pare poco convincente e troppo simile a quello della destra. Prodi promette di rilanciare l'Italia, ma come? non e' ben chiaro e per quello che si puo' capire le ricette sono sempre le stesse: ad es. nel confronto televisivo ha detto di voler rilanciare le scuole tecniche come se nel futuro noi avessimo bisogno di operai specializzati, io penso che o facciamo qualcosa per la globalizzazione, il super liberismo che permette alla Cina di produrre sottocosto sfruttando gli operai e alle nostre industrie di delocalizzare in Thailandia, oppure a che ci servono? per quanto riguarda il problema energetico quali soluzioni vengono proposte? io penso che sia ora di ragionare seriamente sulla nostra dipendenza dal petrolio che non abbiamo, abbiamo toccato con mano il problema quando per una piccola crisi Russia-Ucraina in cui non c'entravamo affatto e che si e' risolta in breve tempo, abbiamo rischiato di restare senza riscaldamento, allora che si fa? si ritirano le truppe dall'Iraq, si dice a Putin di rispettare i diritti umani in Cecenia? e poi il petrolio da dove lo prendiamo? Mi pare manchi a Prodi e alla sinistra una visione mondiale o almeno europea dei problemi: l'economia di guerra che ci governa andrebbe modificata, il lavoro non potra' essere assicurato agli italiani finche' altri stati possono sfruttare i lavoratori, l'energia restera' un problema se non lo affrontiamo con gli altri paesi europei. Non penso a una sinistra rivoluzionaria, ma a una sinistra con idee un po' piu' nuove, alternative, che cerchi davvero di cambiare quello che non va in Italia e nel mondo, che si ponga il problema dello strapotere Usa e del terrorismo, dei diritti umani, dell'economia per l'uomo e non viceversa, dello sviluppo sostenibile.
Si parlava l'altro giorno con un mio collega e si e' giunti a questa conclusione: la sfida a queste elezioni e' fra una destra impresentabile (Berlusconi) e una destra presentabile (Prodi).
Passo ora a Prodi: mi pare sia migliorato dal lato dell'immagine: il suo messaggio di serenita' e rilancio dell’Italia mi pare possa attirare voti, anche il non rispondere ai vaneggiamenti di Berlusconi denota lucidita' politica. Detto questo pero' il suo messaggio reale, politico, mi pare poco convincente e troppo simile a quello della destra. Prodi promette di rilanciare l'Italia, ma come? non e' ben chiaro e per quello che si puo' capire le ricette sono sempre le stesse: ad es. nel confronto televisivo ha detto di voler rilanciare le scuole tecniche come se nel futuro noi avessimo bisogno di operai specializzati, io penso che o facciamo qualcosa per la globalizzazione, il super liberismo che permette alla Cina di produrre sottocosto sfruttando gli operai e alle nostre industrie di delocalizzare in Thailandia, oppure a che ci servono? per quanto riguarda il problema energetico quali soluzioni vengono proposte? io penso che sia ora di ragionare seriamente sulla nostra dipendenza dal petrolio che non abbiamo, abbiamo toccato con mano il problema quando per una piccola crisi Russia-Ucraina in cui non c'entravamo affatto e che si e' risolta in breve tempo, abbiamo rischiato di restare senza riscaldamento, allora che si fa? si ritirano le truppe dall'Iraq, si dice a Putin di rispettare i diritti umani in Cecenia? e poi il petrolio da dove lo prendiamo? Mi pare manchi a Prodi e alla sinistra una visione mondiale o almeno europea dei problemi: l'economia di guerra che ci governa andrebbe modificata, il lavoro non potra' essere assicurato agli italiani finche' altri stati possono sfruttare i lavoratori, l'energia restera' un problema se non lo affrontiamo con gli altri paesi europei. Non penso a una sinistra rivoluzionaria, ma a una sinistra con idee un po' piu' nuove, alternative, che cerchi davvero di cambiare quello che non va in Italia e nel mondo, che si ponga il problema dello strapotere Usa e del terrorismo, dei diritti umani, dell'economia per l'uomo e non viceversa, dello sviluppo sostenibile.
Si parlava l'altro giorno con un mio collega e si e' giunti a questa conclusione: la sfida a queste elezioni e' fra una destra impresentabile (Berlusconi) e una destra presentabile (Prodi).




















